Tesoro piccola pesca Ecco cosa va in tavola

E’ il momento di trigliette e sogliole: varietà e misure legali
Guida alla spesa del pesce di stagione. Sarà il caso di munirsi di righello: i tagli minimi di trigliette, alici e gamberetti non sono più permessi!
Quattro le mosse mirate che Slow Food si è preoccupata di riassumere come segue: individuare il pescivendolo, scegliere il pesce nostrano e di stagione, cercare la taglia giusta, spendere meno. Pesci “no” tonno, salmone, dentice: perché in via di estinzione o frutto di pratiche di pesca o allevamento non sostenibile. Via libera al consumo delle specie nostrane e non comunemente apprezzate perché misconosciute, autoctone perché di passaggio nei nostri mari. Mangiare quei pesci evita di farne viaggiare altri , in aereo o su strada, per migliaia di chilometri, spiegano.
Pesce di stagione dunque, non in fase riproduttiva: consumare queste specie consente ad altre di crescere secondo i propri tempi. È ancora estate, perciò suro o sugarello, sogliola, orata, ricciola, spigola, gallinella (coccione), sarago, sardina, alice, sgombro, seppia, canocchie (cicale di mare). Oltre a cefalo, mormora, zerro, occhiata (tutto l'anno). Di più. Nell'elenco del pescato abruzzese di prossimità – “a miglio zero”, che significa non oltre 500-1000 metri dalla riva – figurano specie dai nomi sconosciuti ai più, gustosi, saporiti e davvero economici. Da scoprire, ad esempio, il leccio, famiglia del pesce azzurro, carni saporite e gustose «e prezzi davvero imparagonabili a quelli della prelibata ombrina da cui si distingue solo per la forma un po' più schiacciata del corpo», spiega Armando Carusi, chef del ristorante Al Vecchio Teatro (Ortona).
Nel calendario di cattura della piccola pesca locale settembrina figurano senz'altro le triglie o “roscioletti” (“agostinelle” nel periodo del ferragosto, quando sono ancora sottotaglia), c'è la delicata sogliola, il tenace polpo e il saporito scorfano, immancabile nel brodetto. Assaporarli nella loro veracità è un'esperienza sensoriale. L'occasione , imperdibile e preziosa perché in periodo di pieno fermo pesca, è offerta da “Mangia sano, mangia locale”, programma di cooking show gratuiti e cene a prezzo convenzionato (€35, bevande incluse) in 9 selezionati ristoranti sulla Costa dei Trabocchi, da Francavilla a San Salvo, con l'obiettivo di promuovere le tradizioni marinare e agricole del territorio, dare slancio all'economia familiare dei piccoli pescatori della Costa e incoraggiare i ristoratori sul territorio all'impiego del pescato locale secondo stagionalità e disponibilità. Il presidente del Gruppo di Azione Costiera (Gac) Costa dei Trabocchi, Franco Ricci, osserva come «l'80% del pesce che arriva sulle nostre tavole», provenga dal resto del mondo e non sia nemmeno di stagione. Lo sforzo di pesca sta ormai impoverendo i nostri mari mentre l'economia dei piccoli pescatori è in declino, aggiunge. «Si tratta di ribaltare la situazione valorizzando le specie ittiche locali, una risorsa sostenibile e un prodotto salutare ed economico di cui possiamo certificare freschezza e tracciabilità. Oltre alla pesca, ittiturismo e pescaturismo possono rendere più appetibile l'economia del nostro mare, un settore in sofferenza per mancanza di ricambio generazionale». Partita il 19 agosto con il cookingshow di Nicola Fossaceca, la serie di appuntamenti con “Mangia sano, mangia locale” va avanti fino a metà settembre. Inizio ore 18.30, info 340.5026987, www.gaccostadeitrabocchi.it.
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