Teutoburgo, la più dolorosa sconfitta di Roma

20 Gennaio 2021

Affiorano in Germania resti della battaglia che vide il tradimento di Arminio, ispiratrice di romanzi, film e ora una serie tv

«Varo, rendimi le mie legioni!» (Vare, legiones redde!) ripeteva disperato Augusto aggirandosi nel palazzo imperiale, abbiamo letto a scuola sui libri di storia, dopo lo sterminio dei suoi soldati nella battaglia di Teutoburgo, l’anno 9 dopo Cristo.
Un pezzo del suo esercito è riaffiorato non molto tempo fa, scoperto dagli archeologi a Kalkriese, in Germania, Bassa Sassonia. Si tratta dei resti di un’armatura romana, i più completi e in buono stato mai recuperati finora. I resti, una trentina di frammenti, della corazza sono riaffiorati dove si svolse oltre duemila anni fa la terribile battaglia della foresta di Teutoburgo tra l’esercito romano comandato dal generale Publio Quintilio Varo, da due anni governatore della Germania, e una coalizione di tribù germaniche, i Cherusci, i Bructeri, i Catti, i Marsi, guidata da Arminio, traditore dei romani.
I frammenti di armatura, appartenuta a un legionario catturato e sacrificato sul posto secondo una pratica rituale dei vincitori, sono riaffiorati l’autunno scorso mentre gli archeologi impegnati a Kalkriese (dove sorgono un museo e un parco archeologico) sondavano il terreno con un metal detector. L’armatura apparteneva a un soldato che aveva partecipato a quella che è passata alla storia come la disfatta di Varo, tra il 9 e l’11 settembre dell’anno 9 d.C., con tre legioni (la XVII, la XVIII e la XIX) massacrate dal nemico, per un totale di circa 15mila uomini, forse 20mila con gli ausiliari.
Lo stesso Varo, di fronte alla sconfitta, si tolse la vita insieme ai suoi ufficiali superstiti. Lo storico Cornelio Tacito, autore dell’opera “Germania”, racconta lo spettacolo atroce che si parò davanti agli occhi, sei anni dopo, dell’esercito di Roma inviato in una spedizione punitiva: «Nel mezzo del campo biancheggiavano le ossa ammucchiate e disperse. Sparsi intorno sui tronchi degli alberi vi erano teschi umani. Nei vicini boschi si vedevano altari su cui i Germani avevano sacrificato i tribuni e i principali centurioni». Un’immagine che in anni recenti ha ispirato una scena clou del film “The Eagle” di Kevin McDonald, racconto romanzato del presunto massacro di un’altra legione romana, la Legio IX nella Britannia romana del II secolo.
Nell’anno 9 la rivolta delle tribù germaniche contro Roma fu causata dall’avidità e ferocia della gestione di Publio Quintilio Varo nei territori occupati, con l’aumento delle tasse, il saccheggio dei villaggi, l’imposizione con la forza della romanizzazione. Quando le litigiose tribù locali si unirono coalizzandosi contro Roma, fu decisivo per la vittoria il tradimento di Arminio, un germanico della tribù dei Cherusci rapito da bambino ed educato a Roma, diventato da adulto un ufficiale di fiducia di Varo. Quando montò la ribellione e si arrivò allo scontro fu proprio Arminio a suggerire a Varo di addentrarsi con le sue legioni nella foresta di Teutoburgo, un campo sfavorevole dove l’esercito non poteva schierarsi e dove era pronta l’imboscata da parte di 20mila, forse 25mila, guerrieri germanici.
In mezzo al bosco e tra gli acquitrini, su un terreno inadatto alle ordinate strategie militari romane, i legionari attaccati su più fianchi non riuscirono a difendersi, tantomeno a contrattaccare. Resistettero tre giorni, fu una carneficina, i pochi che si salvarono furono torturati, mutilati, sacrificati sul campo di battaglia agli dei germanici. La sorte che toccò probabilmente al possessore della corazza recentemente disseppellita. Arminio, il traditore dei Romani, naturalmente è visto diversamente in Germania, celebrato con monumenti, romanzi, drammi teatrali, libretti operistici e altre opere di finzione. Da Arminio discende Hermann, uno dei nomi più diffusi in Germania; a Detmond, vicino alla foresta di Teutoburgo sorge l'Hermannsdenkmal, il monumento ad Arminio appunto; e le sue gesta sono celebrate dai movimenti nazionalisti tedeschi. Inoltre Arminio è il protagonista della serie Netflix del 2020 “Barbaren” di produzione tedesca, con Laurence Rupp nel ruolo di Arminio e Gaetano Aronica nella parte di Publio Quintilio Varo “Teutoburgo” è invece il titolo del romanzo storico del 2016 scritto da Valerio Massimo Manfredi e pubblicato da Mondadori, incentrato sulla vita di Arminio, nato Armin. Nelle sue pagine Manfredi parte dal 3 a.C., quando il ragazzino Armin e suo fratello Wulf, figli del principe cherusco Sigmer, vengono catturati vicino al loro villaggio da una pattuglia romana e diventano ostaggi al servizio di Roma.
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