The André: riscrivo il trash per dare un messaggio

18 Gennaio 2019

Esce “Themagogia. Tradurre, tradire, trappare” del fenomeno web che imita Faber e supera le cover

MILANO. Tradurre è tradire, recita l’adagio: di questo è consapevole, The André, l’artista anonimo nato nel 2018 come fenomeno web, che con il suo album d'esordio in uscita oggi mescola parodia postmoderna, omaggio a un maestro e commento satirico.
Dopo essersi affermato su YouTube con le cover virali di successi trap e indie, intonati con perfetto timbro alla Faber e chitarra arpeggiata, con “Themagogia. Tradurre, tradire, trappare” il cantante e chitarrista prova a fare un passo ulteriore. «Non mi bastava più cercare quel tipo di straniamento», spiega, presentando oggi a Milano il disco. «I testi dell’album sono legati agli originali attraverso sparute parole chiave ma sono svolti in maniera diversa». L’effetto di “Ballata dell'ambulanza” (da “La danza dell'ambulanza” di Young Signorino) o “Canzone dell'affitto” (da “Non pago affitto” di Bello FiGo) è un ulteriore scarto, brani nuovi che fanno eco a certi cliché ma sviluppando una storia o addirittura un messaggio antirazzista: «Ho cercato testi con una risonanza ampia ma che potessero dire qualcosa, non essere solamente divertenti: all'inizio vedevo la trap come un sottoprodotto culturale, ma ci sono cose originali, è un tentativo di espressione».
Una traduzione culturale, insomma, rivolta a chi conosca Fabrizio De André ma sia incappato nelle nuove mode musicali. Questa anche la chiave del titolo: «Themagogia? Perché do al pubblico quello che vuole, il trash, e nel mentre faccio quello che interessa a me». Il che significa giocare con i tic linguistici di Faber con un’ironia che ha ricevuto l'approvazione di Dori Ghezzi – chiarisce l'artista – ma anche espandersi in altre direzioni, da Malgioglio (“Marito”) alla canzone popolare (“Madonnina”) fino a un adattamento alla De André, “Maddalena” dello spagnolo Joaquìn Sabina. Oltre “Habibi” di Ghali, unica cover, il disco contiene due brani creati ex novo, “Originale”, resoconto autobiografico nei panni di trapboy, e “Una canzone indie”: «La trovo una forma d'arte estremamente postmoderna, perché mentre ironizza su cose stradette come “Ti amo”, in realtà le ridice».
In primavera The André tornerà dal vivo con i nuovi brani per una serie di appuntamenti nei teatri, a partire dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, il 30 marzo.
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