“Ti amo ancora”, ecco come nasce la mega scritta a Torino

30 Marzo 2022

TORINO. Immortalata dall’alto poteva assomigliare a un crop circle, i famosi e misteriosi cerchi nel grano che per qualcuno sono opera di extraterrestri. Solo che in piazza Castello, il salotto buono...

TORINO. Immortalata dall’alto poteva assomigliare a un crop circle, i famosi e misteriosi cerchi nel grano che per qualcuno sono opera di extraterrestri. Solo che in piazza Castello, il salotto buono di Torino, di erba non c’è neanche l’ombra e l’enorme scritta “Ti amo ancora”, comparsa ieri mattina sui cubetti di porfido, era troppo vera da sembrare aliena.
Il giallo sull’autore della gigantesca dichiarazione ha alimentato per qualche ora i social, fino all’ammissione degli Eugenio in via Di Gioia: il gruppo musicale torinese ha rivendicato la paternità delle maxi lettere comparse ai piedi del Caval D' Brons, il monumento equestre a Emanuele Filiberto tra i simboli del capoluogo piemontese. «È la dichiarazione d’amore di oltre 150 persone che questa notte (la notte di lunedì ndr) hanno condiviso sei ore di partecipazione collettiva, di presidio artistico, di vita vera in una delle piazze più belle di Torino per fare esplodere il proprio sentimento d’amore. Con gessetti da scuola elementare. Scotch di carta e un metro da sartoria», spiega la band torinese.
Niente guerrilla marketing e neppure il gesto disperato di un innamorato abbandonato per riconquistare la propria amata, dunque, ma «una presa di coscienza pro attiva verso una Terra che va curata. Verso un mondo economico, sociale e ambientale che va rivoluzionato».
La pioggia, prevista da oggidopo 110 giorni di siccità, «laverà la scritta in pochi minuti» aggiungono gli autori di “Tsunami”, la canzone con cui nel 2020 gli Eugenio in via Di Gioia hanno avuto accesso al Festival di Sanremo, anche se in realtà già nel pomeriggio di ieri l’azienda di igiene ambientale della città ha ripulito tutto. Le spese di pulizia a carico del gruppo, da sempre in prima fila nella lotta per il clima. Non tutti però hanno gradito l’iniziativa. «Ma chi è questo pazzo? Peggio di #WillySmith: fategli pagare la pulizia», scrive Gigi su Twitter. «Come ha detto Will Smith, l’amore fa fare cose folli. Ci vorrebbe una statuetta. Da dare in testa», aggiunge Mauro. A smorzare i toni ci pensa la soprintendente Luisa Papotti: «Dal mio punto di vista», sostiene, «è interessante che lo spazio pubblico venga utilizzato per esprimere idee, pensieri o speranze e non solo montare stand...».