Topolino e Minnie liberati dai diritti d’autore

Scaduto il copyright sulle versioni in bianco e nero. Dominio pubblico anche per “Lady Chatterley”
NEW YORK. Topolino e Minnie, nelle prime versioni originali in bianco e nero, sono tra i personaggi più famosi da ieri entrati nel pubblico dominio. In una scadenza altamente simbolica, i popolari personaggi apparsi nel 1928 nel cartone Steamboat Willie hanno perso la protezione delle leggi sul diritto d'autore e potranno essere adattati a piacimento sulla pagina, sul palcoscenico o sullo schermo, senza rischi di azioni legali e senza dover pagare royalties. Tra le altre opere da ieri di pubblico dominio, la versione teatrale di Peter Pan di J.M. Barrie, i romanzi L'Amante di Lady Chatterley di D.H. Lawrence e Orlando di Virginia Woolf, l'originale in tedesco di Niente di nuovo sul fronte occidentale e L'Opera da tre soldi di Bertold Brecht. È un terremoto con profonde conseguenze: non solo le opere si potranno leggere o ascoltare gratis, ma se ne potranno anche fare nuove versioni. È andata così quando nel 2021 sono scaduti i diritti di Winnie the Pooh, personaggio creato da A.A. Milne e una delle più redditizie franchise della Disney, con gli altri amici del Bosco dei Cento Acri. Dalla prima “infornata” era rimasto fuori Tigro, apparso per la prima volta nel racconto del 1928 The House at Pooh Corner, che ora potrebbe unirsi all'orso di pezza più tenero del mondo trasformato in un mostro cannibale armato di mazza in un nuovo film dell'orrore della serie Winnie the Pooh: blood and honey. Il primo episodio è uscito su Peacock l'anno scorso e il sequel è in programma in febbraio. Capiterà lo stesso al minaccioso Topolino di Steamboat Willie? La Disney aveva avuto un ruolo di primo piano nella difesa a oltranza del diritto d'autore spingendo per far approvare la legge del Congresso che nel 1998 aveva prorogato di vent'anni, da 75 a 95, le protezioni previste per il copyright. Ribattezzato dai detrattori il “Mickey Mouse Protection Act”, il provvedimento era stato approvato dietro le pressioni del colosso di Anaheim - ma anche di un vasto numero di detentori di diritti d'autore - per proteggere il più a lungo possibile le creazioni dei propri artisti. Nel 2024 - ha precisato la Disney - scadrà solo il copyright sulla versione del topo con naso a punta da ratto, occhi senza pupille, lunga coda, mentre resteranno protette tutte le altre versioni, tra cui quello con i pantaloncini rossi e i guanti bianchi più familiare al pubblico di oggi.

