Torna Fiorella Mannoia con “Padroni di niente”

7 Novembre 2020

L’album è prodotto dall’avezzanese Carlo Di Francesco

ROMA. «Durante il lockdown eravamo tutti come sospesi a pensare come ci saremmo ritrovati, all’essenzialità. Questo disco è frutto di quei momenti, ho tirato fuori tutta la rabbia: parlavamo del nuovo Umanesimo come forse non era mai successo prima e adesso siamo preoccupati del futuro, dobbiamo scegliere fra salute e lavoro». È il Fiorella Mannoia-pensiero sul suo nuovo album di inediti “Padroni di niente”, dal 6 novembre disponibile in formato cd, digitale e dal 20 anche vinile.
Il titolo “Padroni di niente” è tutto un programma. «È stato concepito durante il primo lockdown», racconta la cantante. «Ci interrogavamo sul senso della nostra vita, cantavamo dalle finestre, vedevamo gli animali girare per le strade: alla fine siamo ritornati come prima, se non peggio. Sentivamo il bisogno d’amarci tutti, è bastata una minuscola entità cellulare per metterci in ginocchio e essere padroni di niente». La cantautrice è critica sul comportamento estivo di tutti noi. «Ci siamo dati alla pazza gioia come se fossimo usciti da un periodo di prigionia», osserva. «Adesso stiamo pagando tutti: non c’è un virus di destra e uno di sinistra, negazionisti e chi pensa che moriremo tutti domani; non stiamo dando un buon esempio per rallentare la pandemia, a cominciare dai politici che vanno ognuno per la propria strada, con Governo e opposizione che si danno colpe a vicenda».
Emblematica anche la copertina, ispirata al quadro “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, che ritrae Fiorella di spalle a osservare il bello e il brutto che l’uomo ha costruito. «Abbiamo tolto la nebbia», spiega, «guardo quello che l’uomo è riuscito a costruire, meraviglioso, anche se sotto c’è una baraccopoli». A questo album hanno collaborato diversi artisti fra cui Amara (suo il brano “Padroni di niente”), Bungaro, Simone Cristicchi, Ultimo (autore del primo singolo “Chissà da dove arriva una canzone”) e Carlo Di Francesco (produttore del progetto). Di Francesco è di Avezzano, è professore nella scuola di “Amici” di Maria De Filippi e ha una relazione sentimentale con l’artista dal 2007: ha lavorato anche per Ornella Vanoni, Finardi, Edoardo Bennato e Alex Britti; ora è produttore di tutti i lavori della compagna e fa parte della band.
Il disco contiene 8 canzoni e ne sarebbe rimasta fuori una per un possibile Festival di Sanremo. «Non ci ho pensato», puntualizza al riguardo la cantante. «Otto brani possono sembrare pochi ma li ho scelti per sottolineare l’essenzialità». Fiorella si augura un 2021 certo migliore di questo anno bisestile che sta volgendo al termine. «È stato l’anno più brutto dal dopoguerra», dice. «Passerà anche questo, speriamo con un vaccino, e che possiamo riprenderci perché metà della popolazione soffre».