Torna il premio dedicato a Majano re dello sceneggiato

18 Novembre 2016

CHIETI. Dopo 12 anni torna a Chieti il premio nazionale televisivo Anton Giulio Majano, autore e regista teatino, precursore di un modo rivoluzionario di raccontare il romanzo: lo “sceneggiato”, ciò...

CHIETI. Dopo 12 anni torna a Chieti il premio nazionale televisivo Anton Giulio Majano, autore e regista teatino, precursore di un modo rivoluzionario di raccontare il romanzo: lo “sceneggiato”, ciò che nel nostro tempo è diventata la fiction. Un artista, un vero e proprio visionario Majano, forse troppo spesso dimenticato (e a cui Chieti ha dedicato una via), tuttavia artefice di uno dei format oggi più felici della televisione.

Il premio, riesumato dalla fondazione “Edoardo Tiboni” e dall’associazione “Ennio Flaiano”, con la collaborazione della Camera di Commercio Chieti premierà così il 21 novembre la regista Cinzia TH Torrini, nella sede dell’ente camerale chietino in piazza G.B.Vico.

E la regista non è stata di certo scelta a caso. Fiorentina, classe 1954, negli ultimi anni la Torrini si è impegnata, tre altre produzioni, con Elisa Di Rivombrosa (2001-2005) e nelle mini serie televisive Anna e Yusef – Un amore senza confini e Sorelle (2016), solo alcuni dei suoi successi più recenti.

La premiazione si svilupperà in due momenti, di cui uno in mattinata aperto agli studenti del liceo artistico Nicola Da Guardiagrele, con proiezioni delle opere di Majano, la presenza della premiata e il giornalista Mario Gerosa. Il secondo momento è in programma il pomeriggio alle 17, ci sarà anche il professor Gian Piero Consoli, documentarista e docente di Teoria e tecnica dei linguaggi audiovisivi e Cinema e formazione alla D’Annunzio. Una quarta edizione del premio, allora, che torna dopo il lontano 2004.

Un ritorno felice, al di là delle motivazioni “tecniche” che hanno causato la lunga assenza del riconoscimento: basti ricordare che nelle prime tre edizioni, che partirono dal 2002, furono premiati artisti del calibro dei fratelli Taviani, Leo Gullotta, Andrea Camilleri, Loretta Goggi, Francesca Archibugi, Alessio Boni, Elena Sofia Ricci e Anna Proclemer.

Ma chi è stato veramente Anton Giulio Majano? Una domanda a cui i promotori vogliono dare una risposta, soprattutto a beneficio delle nuove generazioni, come lasciano intendere il presidente dell’ente camerale teatino Roberto Di Vincenzo e Carla Tiboni, presidente dell’omonima Fondazione. Majano nasce il 5 luglio 1909, e visse l’esperienza delle due guerre, fino a diventare giornalista sotto il regime.

Frequentò dagli anni ’30 gli ambienti cinematografici romani e iniziò a curare diverse sceneggiature. Poi passò alla televisione e da lì il suo nome resterà indissolubilmente legato al nuovo strumento comunicativo («Continuerà a comportarsi come uno stratega astuto e tenace», ebbe a dire il critico Oreste De Fornari).

Ed ecco che nacque il primo autore in assoluto a trasporre gli antichi romanzi ottocenteschi in tv: un qualcosa che ha contribuito, se non altro, anche «all’alfabetizzazione del paese» ricorda la Tiboni. Dunque gli sceneggiati: indimenticabili quelli di Piccole donne del ’55 o di Ottocento del ’59, come quello di Delitto e Castigo del ’63 fino a David Copperfield del ’65 e La Freccia Nera del 1968. Fu allora che Majano si avvicinò al genere poliziesco, continuando pur sempre a colpire al cuore del pubblico. Nei suoi sceneggiati tutti ricordano i volti di Loretta Goggi, Anna Guarnieri, Scilla Gabel, solo per dirne alcuni. Ma uno degli ideatori del riconoscimento, all’indomani della scomparsa del regista nel 1994, fu Aurelio Bigi, ex commissario del teatro Marrucino di Chieti, che con “Teate Nostra” articolò la proposta di riconoscimento in onore di Majano, quella che si concretizzò nel 2002. E che oggi torna, finalmente, in auge.

Edoardo Raimondi

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