Torna irriducibile Clint Eastwood e ora porta droga

7 Febbraio 2019

Da una storia vera arriva “Il corriere- The Mule” Argentero innocente supereroe in “Copperman”

A un anno esatto dal deludente “Ore 15:17 – Attacco al treno” ecco il nuovo film dell’irriducibile Clint Eastwood, classe 1930, Il corriere - The Mule, ispirato alla vera storia di Leo Sharp, a ottant’anni “mulo” della droga per un cartello messicano.
Regista e attore in questo film sulla vecchiaia e le sue debolezze, Eastwood impersona l’anziano Earl Stone, veterano della guerra in Corea, che in Illinois si è dedicato totalmente alla floricoltura, in particolare al pregiato fiore ornamentale emerocallide (un grecismo che sta per “bellezza di un giorno”), trascurando la famiglia per inseguire fiere, esposizioni e convention.
Arido ed egoista, Earl è rimasto solo, ma è più preoccupato del fallimento della sua piccola azienda, messa in ginocchio dal commercio on line. Al verde, accetta un lavoro da autista. Non sa però che trasporta lungo il Midwest carichi di cocaina, inconsapevole corriere del cartello messicano di Sinaloa, che lo ha scelto proprio per la veneranda età che lo rende insospettabile. Coi guadagni Earl cerca di rimediare agli errori del passato. Ma sulle sue tracce si muove Colin Bates (Bradley Cooper), determinato agente Dea (Drug enforcement administration). Dianne Wiest e Alison Eastwood (figlia di Clint) sono la moglie Mary e la figlia Iris. Andy Garcia è il bos Laton.
Per il pubblico delle famiglie in sala Remi del francese Antoine Blossier dal classico e lacrimevole romanzo per ragazzi del 1878 “Senza famiglia” di Hector Malot. La storia, resa famosa dall’anime giapponese trasmesso la prima volta dalla Rai nel 1977, è quella dell’orfanello di 10 anni Remi (intepretato dal 13 enne Maleaume Paquin) e delle sue avventure insieme a Monsieur Vitalis (il grande Daniel Auteuil), un carismatico musicista girovago al quale il bambino è affidato dopo la separazione dalla famiglia adottiva. Vitalis e i suoi inseparabili compagni, il cane Capi e la scimmietta Joli-Coeur, diventano la nuova famiglia di Remi nel viaggio attraverso la Francia, alla ricerca della sua origine.
Una favola moderna è Copperman di Eros Puglielli, uno dei cineasti più inventivi del nostro cinema, tornato al grande schermo dopo una decina di anni di fiction tv. Luca Argentero è il protagonista Anselmo, un uomo con un disturbo autistico che guarda il mondo con l’innocenza di un bambino. Abbandonato dal padre, che lui crede un supereroe, Anselmo vive con la madre (Galatea Ranzi), che a forza di ripetergli quanto lui sia speciale lo ha convinto di essere veramente tale, anche se molti lo considerano ritardato. Ma lui, come Forrest Gump, ha conservato la purezza infantile e un candore disarmante. Suo padre putativo e mentore è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese che gli costruisce un’armatura di rame per proteggerlo: così Anselmo diventa il supereroe Copperman. Antonia Truppo è Titti, amata da Ansemo fin da quando erano bambini.
Altra novità la commedia 10 giorni senza mamma di Alessandro Genovesi. Fabio De Luigi è Carlo, indaffarato responsabile risorse umane di una catena di supermercati diretta da un dispotico Antonio Catania. Quando la moglie Giulia (Valentina Lodovini) parte per 10 giorni a Cuba con le amiche, il pasticcione Carlo, che intanto rischia il posto, si ritrova a gestire i tre figli Camilla, Tito e Bianca, 13, 10 e 2 anni.
Trama simile, ma trattata con asciutto registro drammatico alla Dardenne, in Le nostre battaglie del franco-belga Guillaume Senez. Il 40enne Olivier (Romain Duris) è assorbito dal lavoro di caporeparto in una grossa azienda di spedizioni e il peso familiare, casa e due figli, ricade sulla moglie Laura (Lucie Debay), silenziosamente depressa. Un giorno, senza spiegazioni, Laura se ne va. Costretto al nuovo ruolo di padre single, Olivier deve rivedere le sue gerarchie di priorità.
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