Torna Ranieri col nuovo “Sogno e son desto”

Rinnovati scaletta, scenografia e luci per lo spettacolo che il cantante, attore e narratore porterà a Pescara a gennaio
PESCARA. Settant’anni compiuti a maggio, di cui ben più di cinquanta trascorsi sulla scena: a teatro, al cinema, in televisione. Una carriera straordinaria quella di Massimo Ranieri che, con i suoi oltre quattordici milioni di album venduti, si colloca tra gli artisti italiani più amati a livello mondiale.
Una carriera iniziata nel 1964 quando, a soli 13 anni, incide il suo primo disco e parte per New York, dove farà da spalla a Sergio Bruni con il nome d’arte Gianni Rock. Cantante, attore, conduttore, regista, showman. L’artista partenopeo è tornato in tour con lo spettacolo “Sogno e son desto”, che porterà al teatro Massimo di Pescara il 20 gennaio 2022 (organizzazione Best Eventi, inizio ore 21).
Un atteso ritorno in città con uno show molto amato dal pubblico. Al secolo Giovanni Calone, l’istrionico artista proporrà agli spettatori un emozionante viaggio tra melodie senza tempo, brillanti interpretazioni, divertenti sketch, canzoni intramontabili. Tutto racchiuso in uno show definito «leggero e sofisticato, travolgente e commovente». “Sogno e son desto” è proposto in chiave rinnovata, dalla scaletta alla scenografia, passando per le luci, con l’obiettivo di conquistare e stupire ancora una volta il pubblico. Massimo Ranieri, nelle vesti di cantante, attore e narratore, interpreterà i suoi storici successi e il meglio del repertorio più amato, con un occhio rivolto alla tradizione napoletana, agli omaggi ai grandi del cantautorato italiano, al teatro umoristico.
Non mancheranno sorprese. Lo accompagnerà l’orchestra formata da Flavio Mazzocchi (pianoforte), Andrea Pistilli (chitarra), Pierpaolo Ranieri (basso), Marco Rovinelli (batteria), Donato Sensini (fiati), Stefano Indino (fisarmonica), Tony Puja (chitarra), Giorgio de Bortoli (maestro di tap).
Nella sua carriera, Ranieri ha pubblicato 31 album. Tre anni fa, in occasione dell’esibizione alla Festa di Sant’Andrea a Pescara, dichiarava al Centro, parlando di emozioni: «Per me è sempre come se fosse la prima volta ed è giusto che sia così. Nel momento in cui dovessi sentire che è già la seconda, chiuderei i battenti e farei un altro mestiere. Il pathos che si instaura tra te e il pubblico è straordinario, tutto sta a rompere quella parete. Quando entri sul palco devi spogliarti di tutto. Mi diverte sapere che il pubblico si diverte con me, questa è la più grande soddisfazione. Mi reputo una persona molto fortunata. Indubbiamente il momento più emozionante della mia carriera è stato quando mi sono ritrovato in sala Charles Aznavour, all’Olympia di Parigi. Il mio maestro in sala... roba da far tremare i polsi. Un cazzotto nel cuore: mi stava ascoltando il più grande chansonnier di tutti i tempi».

