Torna “Scene da un matrimonio”, versione 2021

Dal film cult del 1973 di Bergman, arriva stasera su Sky la serie con Oscar Isaac e Jessica Chastain
ROMA. Capolavoro senza tempo è Scene da un matrimonio. Ingmar Bergman diresse la miniserie nel '73, ispirandosi alla sua esperienza personale e alla relazione con Liv Ullman, che con Erland Josephson fu poi la protagonista. Ebbe un grande successo in tutto il mondo. Quell'opera, che fu poi ridotta anche in una versione cinematografica nel '74, è diventata una sorta di archetipo. Ma quanto è ancora attuale? Quanto ancora quello che accade dopo dieci anni insieme ai due protagonisti Marianne e Johan ossia altre storie, riavvicinamenti, litigate, rinfacci, tentativi di riprovarci, appartiene ancora alla dinamica di una relazione? Con questa idea guida Hagai Levi ha diretto una nuova attesa versione di Scene da un matrimonio, prodotta da Hbo, che arriva in Italia dopo l'anteprima mondiale a Venezia 78, sulle piattaforme Sky e Now, in onda da stasera per cinque lunedì .
Una rivisitazione che trasporta nella vicenda in una coppia americana contemporanea: i nuovi Marianne e Johan sono Jessica Chastain e Oscar Isaac.
«Non era recitazione, non era regia, era una esperienza molto vera che abbiamo vissuto», dice Levi, il regista israeliano applaudito per essere ideatore, regista, produttore di BeTipul la serie da cui è scaturita poi In Treatment, da lui stesso prodotta, oltre che di The Affair. Nel remake Jessica Chastain interpreta Mira, una dirigente tecnologica di successo, sposata con Jonathan, un professore di filosofia interpretato da Oscar Isaac. Hanno una giovane figlia Ava, (Sophia Kopera) . «È come vederci attraverso una lente d'ingrandimento», dice Chastain sottolineando che un ruolo come quello di Mira «capita una volta nella carriera».
La serie ha l'approvazione della famiglia Bergman. Prima di tutto «è un grandissimo testo», afferma Levi, «non a caso, è stato portato nei teatri di tutto il mondo: sconcerta il suo essere senza tempo e al tempo stesso attuale». Bergman, prosegue il regista, «cinquant'anni fa, lo aveva immaginato come un dramma sul prezzo del matrimonio, io l'ho immaginato sul prezzo del divorzio, vale la pena ricordare quanto sia traumatica una separazione e che miscuglio di amore-odio, passione, stress e negatività può esserci tra due persone che si sono salvate a vicenda quando si sono incontrate, sono morte insieme quando hanno convissuto, e non possono rinunciare l'uno all'altra, anche se toccano il fondo». La differenza fondamentale con l'originale è un ribaltamento dei ruolo: sentendo l'aria del tempo, ora è Mira-Chastain a guidare le scelte della coppia.

