“Tra l’icona e il sogno” all’Aurum

La Galleria Margutta di Pescara fa convivere Calabria e Saetti, Attardi e Carmassi
PESCARA. La Galleria Margutta, cinquant'anni di mostre e una nuova esposizione, all’Aurum di Pescara da oggi e fino al 6 aprile (orari 9-18), in occasione del congresso nazionale dell'Accademia Italiana di Ortodonzia che ospita in città centinaia di professionisti da tutta Italia.
Una ventina di opere del secondo Novecento di 14 artisti italiani danno vita alla mostra “Tra l’icona e il sogno”, «un'occasione per presentare la nostra galleria e la vita culturale di questa città a chi arriva da altre realtà d’Italia» spiega Miriam Ciamarone della Margutta. Un cammino di ricerca e di mercato, quello di questa Galleria, che lascia ripercorrere decenni di esposizioni e di rapporti diretti, tra cui vere e proprie datate amicizie con gli autori in mostra in un raccolto spazio dell’Aurum, la Sala Pazienza. «Un assaggio di questo mezzo secolo di lavoro» si legge nella presentazione di Giorgio D'Orazio, «che diventa anche il resoconto di un soddisfacente e lungo percorso, fedele a se stesso, al gusto e all’intuizione culturali di chi lo ha segnato con tanti e tanti anni di mostre personali e collettive, scommettendo su artisti più tardi acclamati e storicizzati e proponendo sempre ricerche coerenti e costruttive». Una piccola mostra che fa convivere opere diverse di diversi artisti, mettendo in dialogo, per esempio, le figure di Ennio Calabria (1937) con una natura morta di Bruno Saetti (1902-1984) o la Figura di spalle di Franco Mulas (1938) con la Figura con sedia di Angelo Titonel (1938-2018), lasciando che si osservino la Elvira di Ugo Attardi (1923-2006) e la Lucida Mansi di Arturo Carmassi (1925-2015), tentando il confronto fra l'Uccello di Bretagna di Gianni Dova (1925-1991) e i Cavalli di Bruno Cassinari (1912-1992); cercando confidenze tra due opere (Figura, Metamorfosi) di Giuseppe Fiducia (1952-2011), consegnando uno sguardo articolato a un’istallazione di piccoli lavori di Edolo Masci (1938-2008) e lasciando riflessioni focalizzate sul Lao di Bruno Cagli (1937-2018) o sul Nodo di marzo di Luciano De Liberato (1947), fino a invitare un rapporto ideale da scoprire fra due sculture riflessive come Modulo 1 di Pietro Cascella (1921-2008) e Luna di Masci.

