Tra sdijune e cumblimente prende vita “Atri a Tavola”

La città ducale ospita domani e giovedì la prima parte della manifestazione Tipicità, gare di cucina e l’università spiega perché in Abruzzo si vive 100 anni
ATRI. Le tradizioni abruzzesi protagoniste della 20ª edizione di Atri a Tavola, nelle date del mese di luglio. La città ducale tornerà ad accogliere il Festival Nazionale del Cibo domani e dopodomani, a partire dalle 19. Atri si trasformerà in un «villaggio delle tipicità» con un caratteristico mercatino tutto da scoprire lungo il corso Elio Adriano.
I visitatori potranno conoscere, assaggiare e acquistare eccellenze agroalimentari a chilometro zero: pasta, olio evo, formaggi, salumi, porchetta, peperoni dolci, tartufi, zafferano, vino, miele, birra agricola e dolci lungo quella che sarà denominata “Via del Gusto”. Al centro delle due serate, le tradizioni de “lu sdijune” e de “lu cumblimente”. Dalle 21.30, piazza Duomo ospiterà una gara di cucina fatta di sapori, gusti e profumi della tradizione contadina abruzzese. L’iniziativa trae ispirazione dal Festival de Lu sdijune: una gara simbolica tra casalinghe e appassionate di cucina, che si ripropone i questa occasione con una giuria qualificata. Un momento di aggregazione e convivialità in cui rivivranno le tipicità del territorio. Lo sdijuno, ossia il pasto di metà mattinata dei contadini abruzzesi, il primo pasto sostanzioso della giornata il cui significato si collega anche alla colazione abbondante del giorno di Pasqua, che metteva fine al digiuno quaresimale: quella di domani sera sarà anche un’occasione per approfondire questa tradizione. Si discuterà, infatti, alla presenza del rettore dell’Università di Teramo Dino Mastrocola e del professor Mauro Serafini, su quanto emerso dalle ricerche effettuate dall’ateneo su questa abitudine alimentare considerata anche come «elisir di lunga vita». Lo studio “Centenari” è stato incentrato sulle abitudini alimentari e sulle caratteristiche metaboliche degli abruzzesi tra i novanta e i cento anni di età, ritenendolo un modello salutare in grado di spiegare la longevità nella regione, insieme a fattori ambientali, nutrizionali e genetici. Altra tradizione protagonista della manifestazione, quella de “lu cumblimente”, un gesto di accoglienza, fatto solitamente da dolci della tradizione offerti agli ospiti in occasione di visite a casa. I giurati della prima serata saranno chiamati a giudicare dieci cesti di sdijuni, mentre nel corso della seconda serata saranno valutati 13 cumblimenti.
Atri a Tavola è un’importante vetrina delle eccellenze agroalimentari abruzzesi. Un’autentica “boutique del gusto” che racconta e fa conoscere le eccellenze del territorio. Tra gli stand proposti, ci sarà quello della fattoria sociale della Asp 2 di Teramo, “Rurabilandia”. Non mancherà un’area street food in cui gustare sfiziose specialità italiane. I ristoranti cittadini proporrannoper l’occasione, piatti speciali, in un percorso enogastronomico con sette punti food dove cenare con specialità abruzzesi quali chitarra alla teramana, pecora alla callara, pallotte cacio e ove, trippa all’atriana, arrosticini, formaggio fritto, il Pan Ducale, dolce tipico e simbolo della città, la cui storia affonda le radici nel 1352. Saranno presenti anche i referenti del Gal Terreverdi Teramane con degustazioni guidate e gratuite con gli studenti dell’Agrario dell’Iis Zoli. Il festival sarà, inoltre, un’occasione per scoprire il patrimonio culturale della città: dal teatro comunale al Palazzo Ducale, passando per la Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, i calanchi, la Villa Comunale. Atri a Tavola, a cura dell’associazione Promo Eventi e del Comune di Atri, tornerà ad agosto, nelle giornate del 12 e del 13.