Travolta il padrino e l’armadillo filosofo di Zerocalcare

Dalla Mostra di Venezia arriva “Sulla mia pelle” con Borghi, dimagrito 18 chili, nel ruolo di Cucchi
Mentre si discute sui verdetti della Mostra di Venezia, arrivano oggi nelle sale due film provenienti dall’ultimo Festival di Cannes: la Palma d’oro “Shoplifters”, distribuito col titolo “Un affare di famiglia”, e “Gotti - Il primo padrino”, che non ebbe grande accoglienza.
Regista di “Un affare di famiglia” è Hirokazu Kore-eda, considerato ormai un maestro del cinema giapponese, erede del sommo Ozu. I cinefili italiani hanno imparato ad apprezzare il cinema del 56enne autore di Tokyo grazie a film come “Father and Son”, “Little Sister”, “Ritratto di famiglia con tempesta” che lo hanno consacrato sensibile cantore di ritratti familiari e racconti di formazione che non nascondono, tuttavia, uno sguardo critico verso le ingiustizie e disuguaglianze della ricca e rigida società nipponica.
Come in “Un affare di famiglia”, dove sono protagoniste delle persone che vivono insieme: forse sono una famiglia, forse no. La coppia Osamu, operaio edile, e Nobuyo, dipendente di una lavanderia, e un bambino e un’anziana signora vivono insieme felici in un’umile casa. Sono in difficoltà economiche e rubacchiano nei supermercati. Ma gli scarsi mezzi non impediscono loro di accogliere una bambina affamata, lasciata al freddo dalla madre. Un imprevisto porta alla luce la verità sui loro legami. La “nonna” è interpretata dalla veterana Kirin Kiki, sempre presente negli ultimi film di Kore-eda e sublime protagonista del toccante “Le ricette della Signora Toku” di Naomi Kawase.
John Travolta è produttore e interprete del gangster movie “Gotti - Il primo padrino”, biopic di Kevin Connolly che ripercorre con qualche indulgenza di troppo la sanguinosa ascesa e caduta di John Joseph Gotti, spavaldo e spietato capo della famiglia criminale Gambino, uno dei clan più vasti e potenti degli Stati Uniti. Quando Gotti lascia in eredità al figlio il comando, le cose non vanno come lui vorrebbe: John Jr. (Spencer Rocco Lofranco) infatti rinnega Cosa Nostra e prende tutt’altra strada rispetto al padre, che intanto dovrà scontare un periodo in carcere. Kelly Preston, moglie di Travolta, interpreta il ruolo della consorte di John Gotti.
Vecchio progetto dell’ex Tony Manero, il film ha avuto una gestazione travagliata quasi decennale, con l’abbandono, strada facendo, di Al Pacino, Barry Levinson, Joe Pesci. Dalla Mostra di Venezia, sezione Orizzonti, arrivano i primi titoli: “La profezia dell'armadillo” di Emanuele Scaringi, dalla graphic novel del 2011 di Zerocalcare, e “Sulla mia pelle”, il film di Alessio Cremonini sul caso Cucchi distribuito ieri da Lucky Red in una trentina di sale e contemporaneamente disponibile sulla piattaforma Netflix.
Simone Liberati e il figlio d’arte Pietro Castellitto sono Zero e Secco nella trasposizione cinematografica del best-seller a fumetti da 100mila copie del 34enne autore romano Michele “Zerocalcare” Rech. Commedia generazionale, come la sua fonte, sui trentenni senza lavoro e con l’ansia del diventare adulti, il film vede i due amici cazzeggiare e discutere tra il divano e il centro sociale, accomodati nel guscio protettivo della Tiburtina Valley. Dentro l’armadillo, coscienza di Zeno, si cela Valerio Aprea; Laura Morante è la madre del protagonista; cameo di Adriano Panatta nella parte di se stesso. Valerio Mastandrea tra le firme della sceneggiatura. “Sulla mia pelle” ripercorre il calvario vissuto da Stefano Cucchi, morto a 31 anni mentre era detenuto, il 22 ottobre 2009, a una settimana dall’arresto per un reato minore.
Il regista Cremonini ha esaminato oltre 10mila pagine di verbali e carte processuali per cercare la giusta distanza nel racconto di un caso incandescente e aperto, lasciando il pubblico libero nelle conclusioni. Il talento e l’intensità di Alessandro Borghi, dimagrito 18 chili per il ruolo, fanno rivivere Stefano Cucchi; Jasmine Trinca è la sorella Ilaria, che non ha mai smesso di battersi per la verità.
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