Tutto Beethoven e i più grandi per il Colibrì

L’Ensemble pescarese propone una stagione di alto livello con Lonquich e Dindo sul podio e il magico violino di Dego
PESCARA. Una favola dai mille colori come quelli del colibrì, una nuova e diversa idea di orchestra «senza direttore perché tutti siamo indispensabili l’un l’altro» , un modo più umano di stare insieme e nutrire la passione comune: fare musica di qualità e parteciparla agli altri.
Il sogno del Colibrì Ensemble di dare a Pescara un’orchestra stabile è una scommessa vinta. Al settimo anno di attività l’ensemble presenta la stagione concertistica 2019-2020 dove l’orchestra, declinata nei vari gruppi strumentali, è indiscussa protagonista. E rilancia col proprio esempio di amorevole convivenza la necessità di valori etici eletti a bandiera sin dalla prima ora.
Nel nuovo cartellone – interamente autoprodotto – quattordici appuntamenti e un festival dedicato a Beethoven, con la sotterranea e pur palpitante liaison tra Beethoven e Schubert, divina scintilla intercorsa tra due giganti che mai si conobbero personalmente. In cartellone nomi del concertismo internazionale che affiancheranno la versatile orchestra – sinfonica, da camera – del Colibrì sul palco dell’auditorium Flaiano. Tutti i concerti di sabato sera alle 19 preceduti da un aperitivo incluso nel biglietto.
Apertura il 12 ottobre con il violoncellista Enrico Dindo a fianco dei giovani Filippo Gorini (pianista, Premio Beethoven 2015) ed Enrico Filippo Maligno (primo violino del Colibrì). Il ritorno di Alexander Lonquich (25 gennaio) con l’ “Incompiuta” di Schubert e l’omaggio a Beethoven con il suo primo concerto per pianoforte. Francesca Dego in residenza artistica (18 aprile) con un Concerto per violino di Beethoven. Il primo corno dell’Orchestre National de France, Hervè Joulain, interprete del secondo concerto di Strauss (22 febbraio). Spiccano inoltre l’appuntamento dedicato a Gianni Rodari nella formula prenatalizia del concerto + cena (14 dicembre, fuori abbonamento) al Caffè Letterario; e l’appuntamento dedicato alla musica da film (7 marzo).
Rarità per l’Abruzzo, novità assoluta per Pescara, la rassegna di 11 giorni, dal 29 aprile al 9 maggio, per celebrare il genio di Beethoven nel 250esimo della nascita. Ogni serata del festival, ha illustrato ieri a Palazzo di Città Andrea Gallo, oboista e direttore artistico del Colibrì, sarà animata da musica, teatro, cinema e letteratura a far da cornice all’evento centrale, l’Integrale delle sinfonie (l’intero ciclo beethoveniano) in 5 concerti. «Uno sforzo produttivo notevole per la nostra orchestra» ha sottolineato Gina Barlafante, presidente dell’associazione Libera delle Arti – Colibrì Ensemble, «ma anche un’occasione unica per l’Abruzzo: per la prima volta sarà possibile ascoltare tutte le sinfonie di Beethoven in un festival di soli 11 giorni». E ci sarà il giusto spazio per I Violoncelli del Colibrì (26 ottobre). Come pure per un viaggio senza tempo “Intorno a Pulcinella” da Pergolesi a Stravinskij (9 novembre) solisti Emiliano Zenodocchio e Mattia Aceto, rispettivamente primo flauto e primo clarinetto del Colibrì. Sul palco l’emergente Quartetto Werther (11 gennaio), archi e pianoforte affidati a promettenti interpreti poco più che ventenni.
Un Mozart concertante è quanto promettono fiati e archi solisti del Colibrì (8 febbraio). Con gli ultimi due appuntamenti in abbonamento si è già nel Beethoven festival: Eroica e Quarta (2 maggio) e la maestosa Nona Sinfonia (9 maggio) per il finale di stagione, sul palco ancora Enrico Dindo, in veste di direttore, al fianco di 4 prestigiose voci soliste (Bechara Moufarrej, Caterina Di Tonno, Rosa Bove, Mauro Borgioni); il Coro del Friuli Venezia Giulia intonerà l’Inno alla Gioia. «Il Beethoven Festival», ha aggiunto Barlafante, «sarà occasione per sancire nuove collaborazioni con istituzioni culturali della città».
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