Un Acquaviva allievo di Sant’Ignazio

30 Novembre 2015

Ad Atri un convegno internazionale sul gesuita a quattro secoli dalla morte

ATRI. Dalla Francia al Messico passando per le università di Cagliari, Roma, Parma, Milano e Udine, esperti studiosi italiani e internazionali si sono ritrovati ad Atri, nei giorni scorsi, per ricordare Padre Claudio Acquaviva S.J., della famiglia Acquaviva dei Duchi d’Atri, quinto Preposito generale della Compagnia di Gesù, in occasione di un convegno in sua memoria. La città di Atri, che gli diede i natali nel 1581, ha, infatti, voluto dedicare una due giorni di studio alla sua figura, con esperti da tutto il mondo, per il quarto centenario della sua morte, avvenuta a Roma nel 1615.

Padre Claudio fu prosecutore del magistero di Sant’Ignazio di Loyola e protagonista della Riforma cattolica a Roma, in Europa e nel mondo. Fu lui a promuovere e promulgare la “Ratio studiorum”, il modello educativo dei licei e delle università italiane. L’evento – promosso dall'amministrazione comunale di Atri con il patrocinio della Deputazione abruzzese di Storia patria, in collaborazione con la Regione Abruzzo e sostenuto dalla Fondazione Tercas – ha avuto il supporto scientifico della facoltà di Storia e dei Beni culturali della Chiesa della Pontificia università gregoriana di Roma. Il convegno inoltre ha chiuso il ciclo di eventi nell’ambito di ACT – Atri Cultura e Territorio, fortemente voluto dall’Assessore Domenico Felicione, che ha visto - durante la scorsa estate - la realizzazione del progetto Stills of Peace and Everydaylife e di tanti eventi culturali che hanno richiamato in Atri un numero considerevole di turisti. Tra i partecipanti al convegno Padre Nuno da Silva Gonçalves S.J., Padre Martin María Morales S.J., Irene Pedretti della Pontificia università gregoriana di Roma; Roberto Ricci, della Deputazione abruzzese di Storia patria L’Aquila; Pierre Antoine Fabre, dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales Paris. Presenti Flavio Rurale, dell’università di Udine; Perla Chinchilla, dell’Universitad Iberoamericana del Messico; Michela Catto, dell’Università Cattolica Milano; Francesco Mattei, dell’Università di Roma Tre; e Nicola Occhiocupo, dell’Università di Parma.

Evelina Frisa

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