Un libro su Vincenzo Sardella pittore-decoratore dimenticato

TERAMO. Per ricordare Vincenzo Sardella, finissimo pittore-decoratore teramano dimenticato di cui ricorrono due anniversari (150 anni dalla nascita e 80esimo della morte), si può leggere il pregevole...
TERAMO. Per ricordare Vincenzo Sardella, finissimo pittore-decoratore teramano dimenticato di cui ricorrono due anniversari (150 anni dalla nascita e 80esimo della morte), si può leggere il pregevole volume del 2019 di Carla Tarquini e Renata Ronchi, attente studiose di storia e arte locale.
Il loro “I cieli dipinti di Vincenzo Sardella” (Editrice Giservice), con introduzione della storica dell’arte e archeologa Luisa Franchi Dell’Orto, ripercorre il cammino creativo dell’artista col prezioso apporto fotografico di Vincenzo Ammazzalorso. Le 156 pagine sono corredate da 77 tavole a colori, in una ricostruzione accurata della vita e delle opere principali di Sardella, frutto di accurate ricerche di Ronchi e Tarquini, ognuna già autrice di apprezzate monografie su artisti e beni artistici del territorio. Sardella (Teramo 12 aprile 1870 – Pescara 19 febbraio 1940) si formò a Roma tornando poi a Teramo nel 1888. Attivo con la sua bottega soprattutto negli anni Venti, era molto noto ai contemporanei. Realizzò gli apparati decorativi di edifici sacri, come le chiese teramane dell’Annunziata e Sant’Antonio e, a Frondarola, San Salvatore, e dipinti di gusto Liberty per volte (i “cieli”), pareti, lunette e sovrapporte di palazzi e ville di Teramo e provincia: motivi geometrici e vegetali, figure femminili, puttini, piccoli musicanti e danzatori, satirelli e amorini, cieli, trompe l’oeil, paesaggi agresti, marine, cineserie.
Grazie a questo volume si è potuta attribuire a Sardella la paternità dei dipinti che abbelliscono villa Capuani-Celommi a Torricella Sicura, dove abitò il medico Mario Capuani, martire della Resistenza. Tra le abitazioni private decorate da Sardella le autrici documentano, a Teramo, i palazzi De Albentiis, Franchi già Thaulero, Mariani, Spinelli-Lauria, De Nicolais-Ranalli già Castelli, casa Vincenti già Palombieri, e le ville Roscioli-Palma, Lucidi-Pressanti ora Di Tommaso, Blandina, Palma già De Albentiis, oltre alle dimore Priori e Franchi (Villa Passo), Ronchi (Civitella del Tronto), Capuani (Torricella), Tattoni poi Di Pietro (Bellante).
Sardella realizzò anche dipinti e decorazioni di edifici teramani perduti, come il cineteatro Apollo e la cappella del Seminario, smantellata nei lavori di ristrutturazione
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