Un Macbeth tutto abruzzese in teatro a Chieti

Una compagnia di attori della regione porterà in scena la tragedia il 18 e il 19 marzo al Marrucino
CHIETI. Il 18 e il 19 marzo, al Teatro Marrucino di Chieti, Acculae & Gitiesse Artisti Riuniti con Acs (Abruzzo circuito spettacolo) presentano “Macbeth” di William Shakespeare con una compagnia di attoritutti abruzzesi, guidata da Antonia Renzella, autrice dell’adattamento e regista, oltre che interprete. Con lei in scena Fausto Morciano, Andrea Fugaro, Armando De Ceccon, Marco Cassini, Francesco Pompilio, Andrea Palladino, Massimo Leone, Gemma Maria La Cecilia, Valeria Bafile, Ilaria Micari e Andrea De Petris. I costumi sono di Velia Gabriele; le musiche a cura di Phono Art; gli effetti speciali di Pianeta Magia; le luci e e le video proiezioni a cura di Michele Innocenzi; e gli elementi di scena di L’Aquila Scena.
Lo spettacolo inizia e finisce in un cupo giorno di pioggia, in uno Stato stravolto da guerre e sovvertimenti politici. In questa dark tragedy sospesa tra dramma storico e favola nera tutto accade di notte, di notte si uccidono gli amici, i parenti. La notte è un incubo che non finisce mai. «Un ufficiale moribondo attraversa la nebbia di una brughiera per recare al re il bollettino di guerra: il generale Macbeth ha aperto in due con la spada il corpo del ribelle Macdonald e ne ha tagliato la testa, ribaltando le sorti una rivolta compromessa», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo. «Di ritorno dallo stesso campo di battaglia, Banquo e Macbeth sono suggestionati da un incontro che ha il sapore della visione profetica. Tre mendicanti straccione si inchinano al loro cospetto, caricandoli di speranze per un futuro non troppo lontano. Poi si dileguano, gridando al vento la loro sorte. Forse sono solo pazze. La profezia fa emergere in Macbeth il turbamento di un desiderio negato: diventare re.
Come preannunciato dalle tre “streghe”, un attimo dopo Macbeth viene designato Signore di Cawdor: è salito un gradino in più nella scala sociale, il futuro può cambiare».
«È così che inizia “la discesa” di Macbeth all’interno di se stesso», proseguono le note. «Le tentazioni lavorano in lui producendo nella sua mente immagini grandiose e terrificanti tra desiderio, repulsione e previsione di gesta sanguinarie. Intanto a casa Macbeth si prepara il festino per l'ospite che “verrà mangiato“. La notte che vedrà a battesimo i signori Macbeth come assassini».
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