Un museo senza pareti l’utopia di Friedman da Loreto a Sassari

19 Febbraio 2018

L’installazione all’aperto “No Man's City/La Città di tutti” inaugurata in Sardegna: «Così l’arte promuove il territorio»

Quattrocento cerchi di legno colorato (di quelli per stringere le botti) liberamente combinati in una grande architettura mobile, mutevole, interconnessa, creata dagli studenti nel chiostro dell'università di Sassari. Come già nel bosco di noci a Rotacesta (Loreto Aprutino) il grande arazzo naturale composto di sassi bianchi di fiume e mille canne di bambù messi insieme da giovani artisti e studenti.
Sassari come Loreto Aprutino, Venezia, Rosazzo, i luoghi che hanno ricevuto le idee portate dall'architetto Yona Friedman e dall'artista Jean Baptiste Decavèle. «Nel costruire l'installazione» raccontano, «i giovani comprendono le diverse possibilità della creazione. E mentre costruiscono, adattano l'idea che noi proponiamo. E' anche un modo per nutrire l'immaginazione. Educazione alla co-creazione e condivisione, eco sostenibilità, accessibilità, rispetto dei diritti umani». All’inaugurazione di No Man's City/La Città di tutti, nella sede universitaria di Sassari, l'ultima tappa del percorso intrapreso dalla celebre coppia di autori. Nel progetto Sentieri contemporanei promosso da Fondazione di Sardegna con Decamaster (Master in diritto ed economia per la cultura e per l’arte) dell’Università di Sassari e Zerynthia associazione per l’arte contemporanea, anche l'esperienza abruzzese di No Man's Land/ La Terra di tutti, la grande installazione en plein air curata da Zerynthia presieduta da Mario Pieroni, proprietario e donatore del fondo nella campagna vestina. Un museo senza pareti, l'utopia realizzabile di Yona Friedman. Utopia e progetto, il tema dell'incontro di studio e della tavola rotonda. Dove non è mancata la testimonianza abruzzese, con la presentazione del libro d'artista “No Man's Land” di Yona Friedman (in mille esemplari numerati, pubblicato da Di Paolo Edizioni, 2018, Pescara) e la partecipazione del primo cittadino di Loreto, Gabriele Starinieri.
Una presenza non casuale: «L'installazione all'aperto di arte contemporanea di Rotacesta rappresenta un fiore all'occhiello per l'area vestina e da qualche anno contribuisce a promuovere il territorio» ha raccontato il sindaco. «Un progetto internazionale molto importante nella sua semplicità, soprattutto in ragione del messaggio che vuole trasmettere» ha ripetuto Pieroni, presidente della Fondazione No Man's Land (il presidente onorario è Friedman, il 95 enne architetto franco-ungherese teorico di una visionaria simbiosi tra uomo e ambiente, uomo e architettura) creata col supporto di Ram Radioartemobile e Zerynthia Odv. «No man's land belongs to eveybody, la terra di nessuno appartiene a tutti», ci raccontano Friedman e Dacavèle. «No man's land è un dono che l'arte fa a tutti» considera Pieroni, «l'arte contemporanea può trasformare in modo sostenibile un territorio. L'idea è di restituire la natura alla gente, fare in modo che i giovani si affezionino al luogo e vogliano comunicarlo. Un modo per rivalutare le tradizioni culturali, spesso poco conosciute dagli stessi abitanti del posto.ll messaggio di No man's land è che l'arte, la cultura, la creatività ampliano la visione delle cose e sono patrimonio di tutti indistintamente».
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