«UN MUSICISTA LUNGIMIRANTE E CORAGGIOSO»

24 Dicembre 2015

di NAZZARENO CARUSI* L’ultima volta che suonai diretto da Vittorio Antonellini fu al teatro aquilano di San Filippo. Era il concerto del Trentennale dell’Isa, dieci anni fa esatti. Il ricordo, l’affet...

di NAZZARENO CARUSI*

L’ultima volta che suonai diretto da Vittorio Antonellini fu al teatro aquilano di San Filippo. Era il concerto del Trentennale dell’Isa, dieci anni fa esatti. Il ricordo, l’affetto, la voglia di stare sul palcoscenico ancora insieme e il rimpianto che non sia più accaduto, per colpa di nessuno, non è la morte che li spezza. Ma il cuore sì, lo spezza. E Vittorio non c’è più. Non c’è più il suo modo di parlare, quel continuo andare ad altro dalla musica che rendeva però, della musica, l’universo. Non c’è più la forza di chi s’era ammalato già più volte, aveva perso tutto per il terremoto, era tornato a curarsi in esilio dall’appartamento antico d’una vita, crollato sopra la Lincosta dove mangiavamo, ma non s’era perso d’animo e di stile. Dove s’inventerà di stare adesso, lui che della musica sapeva tutto – per talento e eredità da un padre, Nino, tanto grande – e tutto diede all’idea pazza di fondare in mezzo alle montagne d’una città sublime di storia e gente, ma lontana dal suo Piemonte, il complesso che divenne famosissimo dei Solisti Aquilani (nati quando sono nato io) e l’orchestra poi riconosciuta dallo Stato come una delle Istituzioni concertistico-orchestrali? Se ne ricorderanno i nostri governanti? Homo sum, humani nihil a me alienum puto. La musica culmina là, ove nulla d’umano ci è indifferente e nulla di divino, se Dio s’è fatto uomo. È morto Vittorio Antonellini, fondatore dell’Istituzione sinfonica abruzzese. L’Italia e l’Abruzzo perdono moltissimo. Io perdo un amico. E piango.*(pianista di fama mondiale)