Una nuova casa per la Pietà Rondanini

Spazio esclusivo all’Ospedale Spagnolo per l’opera di Michelangelo, apertura insieme con Expo
MILANO. Gli studiosi di tutto il mondo la considerano l'opera suprema di Michelangelo: non tanto perché fu l'ultima, quanto perché nella Pietà Rondanini l'arte del Buonarroti tocca in quei due corpi intrecciati e non finiti una forza espressiva unica. Sublime.
Quel blocco di marmo alto 195 centimetri raffigurante il tentativo di una madre di sorreggere (senza riuscirci) il corpo morto del figlio tenendolo per le ascelle, anticipa di secoli ciò che sarebbe poi stato, 350 anni dopo, l'espressionismo. E rivela al mondo che Michelangelo intuì che solo con il «non finito» sarebbe riuscito ad esprimere quel senso assoluto di amore e morte. Michelangelo scolpì la Pietà poi detta “Rondanini” (da marchesi che la acquistarono, nel 1744) nell'arco di quasi 12 anni, tra il 1552 al 1564. E ci lavorò fino a poco prima di morire, senza terminarla. Aveva 89 anni, era privo di forze, quasi cieco. «Eppure sapeva», ha detto recentemente il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, presentando per Rai 5 il grande scultore fiorentino, «che solo con il “non finito” sarebbe riuscito ad esprimere l'altrimenti inesprimibile».
Oggi, 451 anni dopo la morte di Michelangelo, la Pietà Rondanini trova la sua collocazione definitiva. Custodita da 60 anni nel museo d'Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano, è stata ora spostata in un nuovo spazio del Castello: l’ Ospedale Spagnolo, completamente restaurato e allestito in modo esclusivo per accoglierla come merita. Dopo l'anteprima di ieri per la stampa, lo spazio sarà aperto al pubblico il 2 maggio, in coincidenza con l'apertura di Expo. In modo che i visitatori possano apprezzare la bellezza unica di un capolavoro che non ha eguali. «Nel nuovo spazio cambia in modo significativo la percezione di questa icona dell'arte mondiale, la sua potenza struggente viene valorizzata in modo straordinario», hanno sottolineato gli assessori Filippo Del Corno (Cultura) e Carmela Rozza (Lavori Pubblici), presentando il nuovo allestimento. Il progetto è nato dalla collaborazione, durata 3 anni, tra istituzioni pubbliche e private, tra cui la Fondazione Cariplo, che ha investito 26 milioni di euro nel più ampio progetto di restauro del Castello. «Ora la Pietà è pronta ad accogliere milioni di visitatori nella sua nuova cornice», ha detto il sindaco, Giuliano Pisapia. «Milano è pronta a dare il benvenuto al mondo presentando nel migliore dei modi uno dei suoi tesori più preziosi. L'allestimento, così semplice e lineare, nasconde un enorme lavoro di ricerca e di studio e il ricorso alle tecnologia più avanzate». L'opera fu acquistata dal Comune nel 1952. D'ora in poi la Pietà Rondanini accoglierà i visitatori al centro del salone dell'Ospedale Spagnolo. Di fronte a quella presenza unica e solitaria al tempo stesso, sarà istintivo per chiunque varchi quella soglia abbassare la voce.
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