Una sfoglia più sottile con il frappiere
Ecco il procedimento per la preparazione delle “Frappe dei santi”. Disporre la farina a fontana sul piano di lavoro. Al centro rompere le uova e aggiungere gli altri ingredienti, impastare il tutto...
Ecco il procedimento per la preparazione delle “Frappe dei santi”.
Disporre la farina a fontana sul piano di lavoro. Al centro rompere le uova e aggiungere gli altri ingredienti, impastare il tutto e far riposare per 30 minuti. L'impasto deve essere come quello per la pasta ammassata. Se si usa il frappiere, ricavare una sfoglia quanto più possibile sottile e tagliarla a strisce lunghe e larghe 2 centimetri. Riempire il frappiere di olio in modo da coprire il coppino. Prendere tre strisce alla volta e farle scendere nel frappiere in modo da intrecciarle e coprire subito con il coppino.
Quando la frappa è dorata estrarla con l'aiuto di una forchetta. Se si friggono le frappe in una padella normale, fare delle strisce più corte e della forma desiderata. Scolare le frappe quando sono dorate e adagiarle sulla carta assorbente. Sciogliere il miele in un pentolino, aromatizzare con cannella, limone e cognac e far colare il composto sulle frappe con un cucchiaio. Spolverare di zucchero a velo. Frappe del 1 novembre o chiacchiere di Carnevale, la differenza la fa il frappiere di rame. Oggi praticamente introvabile, quasi un reperto archeologico, soppiantato dai più moderni arnesi in alluminio e acciaio.
All'Aquila una tradizione peculiare, affermatasi con i Fratelli Arduini, ditta fondata da Agrisello Arduini, maestri della lavorazione di rame, ferro battuto e ottone. E con i primi del secolo scorso famosi anche per la fabbricazione dell'originale frappiere col coppino.
Tanto il successo in città (pare che ogni famiglia ne possedesse almeno uno) che fino agli anni '80 era rimasto l'unico strumento utilizzato nelle case aquilane per preparare i dolci fritti.
(j.f.)
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