Uomini e donne smarriti nel Teatro dell’Immediato

Cinque spettacoli dal 24 febbraio sul palco dell’Auditorium Petruzzi di Pescara in scena Serena Balivo, Franco Mannella, Chiara Colizzi e il gruppo Scena verticale
PESCARA. «Mai come in questo momento storico e sociale ci si sente smarriti. In questa parola – titolo e mood della quarta edizione del festival teatrale La cultura dei Legami – è il filo rosso, la poetica che lega i protagonisti delle opere rappresentate, smarriti e alienati tra perdite d’identità di chi rimane senza lavoro e lo smarrimento della fede di un prete dopo che la malattia ha cancellato la sua mente; tra la vita di due uomini semplici ossessionati e sovrastati dagli interrogativi esistenziali e “l’uomo” abbandonato dalle “divinità” a se stesso, alla sua incertezza e solitudine».
Così il direttore artistico e anima del Teatro Immediato, nonché regista e attore Edoardo Oliva sintetizza l’essenza dell’edizione 2018 della rassegna «con il meglio del teatro italiano di oggi», che quest’anno sarà ospitata all’Auditorium Petruzzi del Museo delle Genti d’Abruzzo, sempre alle ore 18, in via delle Caserme a Pescara Vecchia. La contaminazione dei linguaggi il mezzo attraverso cui «esploreremo la tematica», sottolinea Oliva. «Con il coinvolgimento», gli fa eco Giovanni Di Iacovo, assessore alla Cultura del Comune, ente sostenitore del festival con la Fondazione Museo delle Genti, «delle realtà più innovative e interessanti del panorama teatrale locale e nazionale che ne fanno sicuramente la più intensa e importante rassegna di teatro che abbiamo a Pescara».
Cinque gli spettacoli in cartellone, che avranno come protagonisti alcuni tra i più grandi interpreti del palcoscenico contemporaneo, compresi vincitori di premi Ubu (l'Oscar italiano del settore) e In-Box: da Dario De Luca a Serena Balivo, passando per Chiara Colizzi e Franco Mannella.
Sarà proposta in apertura del festival, sabato 24 febbraio, la nuova produzione originale del Teatro Immediato, “Sutor”, testo di Vincenzo Mambella anche in scena con Edoardo Oliva, che chiude “Destino e destinazioni”, la straordinaria trilogia aperta con “Caprò”, successo che continua a battere in lungo e in largo l’Italia tra teatri e festival, e continuata con “Gineceo”. In scena due calzolai, uomini semplici governati dallo smarrimento e proiettati verso temi alti. Mambella torna a recitare dopo anni dedicati alla scrittura. Lo stesso giorno si terrà un incontro o sul rapporto tra critica, pubblico e artisti con Simone Nebbia di “Teatro e Critica” e Paolo Verlengia, di “Teatroline”.
Il 4 marzo in scena con “Ovidio”, Franco Mannella e Chiara Colizzi, attori e doppiatori tra i più importanti: di lui la voce, tra l’altro, di Patrick Dampsey e Paul Giamatti, di lei, abruzzese nata a Pianella e figlia d’arte – il padre, Pino Colizzi, è stato protagonista di sceneggiati dell’epoca d’oro, tra cui l’Anna Karenina di Sandro Bolchi – quella di Uma Thurman e Nicole Kidman. Il poeta sulmonese è raccontato nello smarrimento dell’esilio e dell’identità dopo la gloria. Il 18 marzo una compagnia dal curriculum ricco di riconoscimenti e allori, la Piccola Compagnia Dammacco: Serena Balivo (Premio Ubu 2017 come migliore attrice under 35”) protagonista con Mariano Dammacco, che cura anche la regia, di “Esilio”: qui lo smarrimento è di un piccolo grande uomo tanto simile a Charlot che, rimasto senza lavoro, pian piano si “dissolve”, perdendo i connotati umani.
L’8 aprile, stavolta alle 21 e a ingresso gratuito, ecco “Nostalgia senza oggetto”, «un nostro omaggio», spiega Oliva, «a Diana Conti, poetessa abruzzese scomparsa troppo presto che ci ha regalato liriche altissime». Il concerto per voci e musica è con Oliva, Mambella, Valeria Ferri, Globster, Marco Di Battista e Carmine Ianieri.
Chiude la rassegna il 15 aprile il gruppo Scena verticale, tra i più importanti in Italia, ideatore tra l’altro del festival “Primavera dei teatri”, che proporrà lo spettacolo scritto e diretto da Dario De Luca (anche in scena) “Il vangelo secondo Antonio” (primo premio per la miglior regia 2017 Tragos, nonché Premio Fersen alla drammaturgia) con Matilda Piana e Davide Fasano. Narra di un sacerdote che, ammalato di Alzheimer dimentica la fede e si smarrisce. La chicca del festival è la proiezione (a ingresso gratuito domenica 25 marzo), di “La terrazza” di Ettore Scola: «Uno straordinario film che si rivede raramente», spiega Oliva, «con i più grandi attori del cinema italiano impegnati nella narrazione di una decadenza quanto mai attuale».
Biblietti € 12, ridotto €10, info: www.teatro.immediato.it, 3388726382, 333.6530249.
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