“Uscita di sicurezza” stasera a Pescina

26 Gennaio 2024

In scena frammenti di vita dello scrittore abruzzese Ignazio Silone

PESCINA. Dopo aver toccato anche la Lombardia e l’Emilia, torna in Abruzzo lo spettacolo Uscita di sicurezza, che verrà presentato a Pescina questa sera alle 21.15 nel Teatro San Francesco, nell’ambito della Stagione di prosa 2023 -2024.
La pièce è tratta dall’opera omonima di Ignazio Silone. In scena la parabola umana dello scrittore abruzzese, l’infanzia a Pescina, il terremoto del 1915, la povertà, la fame, il senso di giustizia maturato nel rapporto col padre, la dignità della sua gente, il Fucino, l'incontro con Don Orione, la scelta di entrare nel partito Comunista e la sua dolorosa ma inevitabile “Uscita”.
Lo spettacolo ripercorre le tappe principali dei primi trent’anni di vita del grande scrittore, trent'anni riproposti come un racconto popolare ricco di immagini, suoni, voci e melodie che evocano sentimenti e stati d'animo di appassionante attualità
Riduzione e regia sono di Gabriele Ciaccia, che è anche interprete della pièce. Ha collaborato alla drammaturgia Valentina Ciaccia, apparati storico iconografici di Mauro Pace, audio luce Boris Granieri, produzione Gabriella Montuori.
Uscita di sicurezza, memorie politiche e personali da scritti tra il 1942 e il 1962, fu pubblicato nel 1965 in piena Guerra Fredda tre anni prima del dirompente ’68. Ignazio Silone è già conosciuto e molto apprezzato nel mondo; fu il suo primo successo letterario italiano, prima negato per motivi politici ed ideologici. Il libro è un insieme di piccoli libri, episodi tutti plausibili di sviluppi drammaturgici e filmici, è costituito da racconti, riflessioni, saggi. Nel libro Silone ripercorre sue memorie dall’infanzia, intrise già di osservazioni critiche, di alta morale ed umanità. In questi salti discronici si addensano, come nella mente, sovrapposizioni e profondità, silenzi critici e dubbi esistenziali, strategie di fuga. Narrazioni incise negli avvenimenti del secolo delle ideologie, dei totalitarismi, degli eroismi, delle prigionie, delle opinioni, dei dissensi, dei materialismi, dei razionalismi, delle guerre, degli olocausti... delle vicine conoscenze della morte nel terremoto e nelle persecuzioni fasciste.
La messa in scena traduce la memoria in spettacolo, una memoria intima ma universale, una memoria di passaggi ideologici intrisa di visioni, dove l‘immagine è insieme retaggio di un linguaggio ma soprattutto stratificazione documentale.
Lo spettacolo verrà presentato per gli studenti il 14 marzo al Teatro dei Marsi di Avezzano, il 15 marzo a Tagliacozzo, 27 marzo a Celano.