Valle delle Centofonti fra verde e cascate

Uno degli anfiteatri naturali più belli dei Monti della Laga
Per vedere la neve che diventa acqua e poi ruscello, torrente e fiume bisogna andare sui monti della Laga dove la roccia arenaria impermeabile rende suggestiva la nascita dei corsi d’acqua. Per assistere ad uno spettacolo straordinario accompagnati solo dal suono dell’acqua scrosciante occorre salire alla Valle delle “Centofonti”: uno degli anfiteatri naturali più belli e scenografici di tutto il massiccio dei Monti della Laga, un ambiente unico con panorami imponenti.
La Valle prende il nome dalle cascate piccole e grandi che il torrente Fosso dell'Acero alimenta con la sua ripida discesa tra boschi di faggi secolari e giganteschi lastroni di arenaria. A fine primavera-inizio estate il percorso, che arriva a circa 1750m nell'Anfiteatro delle Cento Fonti è una festa di stupendi fiori selvatici, tra cui diverse specie di orchidee coloratissime.
Da Cesacastina (Te) che si raggiunge dalla strada statale 80, si segue la strada che sale al di sopra del paese, seguendo le indicazioni “100 fonti”; si arriva ad una strada sterrata e la si percorre con l’auto (con attenzione) fino ad arrivare ad un incrocio dove è presente una sbarra di ferro e si parcheggia. Si scende per qualche centinaio di metri, si attraversa il fosso e finalmente si comincia a salire. Il sentiero (numero 354) è ben segnato con recenti “paline” di legno. Dopo circa 3,5 km (poco più di un’ora), attraversato un piccolo e grazioso ruscello, si giunge al primo “scivolo” di pietra arenaria che si preannuncia con il suono fragoroso dell’acqua scrosciante. Anche se il percorso è facile bisogna prestare la massima attenzione perché la pietra bagnata può essere molto scivolosa. Si costeggia questa prima “fonte” e si prosegue incontrandone molte altre dove l’acqua scende giù all’impazzata e vorticosamente, formando cascate e piccole piscine. Intorno il verde dell’erba della Laga e migliaia di fiori. Alle spalle un Gran Sasso grandioso con la sua bellezza, altezza e imperiosità.
Per tutto il percorso l’acqua ci accompagna con il suo suono, il suo odore puro, la sua freschezza e morbidezza. Proviamo a toccare quell’acqua, a metterci i piedi dentro: sono sensazioni quasi perdute che ci riportano indietro in un mondo dove la natura e l’uomo erano amici.
Man mano che si sale, l’anfiteatro diviene più grande e se ne distinguono i confini: a est la bellissima Costa delle Troie che sale verso nord fino al Monte Gorzano (2458m-vetta più alta dei Monti della Laga e della regione Lazio), a nord tutta la cresta delle “Laghette” e ad ovest il Monte di Mezzo di Campotosto che nasconde il Lago. Gli escursionisti più allenati potranno facilmente raggiungere sul sentiero 354 la vetta del Gorzano per poter godere del meraviglioso affaccio sulla Salaria, il Lago di Campotosto, i Monti Sibillini e il mare laggiù.
Una volta raggiunta la cima del Gorzano, per scendere si può percorrere la Costa delle Troie per godere dall’alto lo spettacolo dell’anfiteatro delle Centofonti con quell’infinità di rivoli, ruscelli e cascate il cui suono, una vera e propria musica, ci accompagnerà ancora fino a sera e rivivrà anche nei sogni.
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