Valsecchi contro Trincia: mio il progetto su Rigopiano

8 Ottobre 2024

PESCARA. Si accende lo scontro sul podcast e sulla docuserie “E poi il silenzio – Il disastro di Rigopiano” prodotti da Chora Media con Pablo Trincia come autore, la cui prima puntata è andata in...

PESCARA. Si accende lo scontro sul podcast e sulla docuserie “E poi il silenzio – Il disastro di Rigopiano” prodotti da Chora Media con Pablo Trincia come autore, la cui prima puntata è andata in anteprima ieri sera alle Corsie Sistine, a Roma, come prologo dell'evento Sky Tg24 Live in Roma, in programma oggi. «Il progetto era mio», protesta Pietro Valsecchi, annunciando di aver presentato una diffida per «furto di proprietà intellettuale» contro Trincia e la Be Content.
«Nessuna proprietà esclusiva», è la replica della società di produzione. Valsecchi ricorda di aver «annunciato il progetto nel 2018: ci abbiamo lavorato tanti anni, con tutti i protagonisti di questa tragica storia, i familiari delle vittime, lo studio legale di Romolo Reboa che ha seguito tutta la vicenda e ne custodisce tutti i materiali, gli audio, le testimonianze. Inizialmente ho collaborato con i giornalisti Fabio Tonacci e Goffredo Buccini, poi con il mio staff, per realizzare un podcast e una docufiction. Il produttore Mario Gianani mi ha proposto di realizzare il progetto con Chora e con Pablo Trincia, che è venuto varie volte nel mio ufficio, incontrando i familiari delle vittime e lo studio Reboa, ottenendo così i contatti e l’accesso a tutti i materiali. A un tratto è sparito: pensavo che fosse una scelta legata all’opportunità di attendere la sentenza. E invece poi mi sono trovato di fronte al podcast e alla presentazione della docufiction. Tutto alle mie spalle. Nel frattempo c’era fra me, i familiari e lo studio Reboa un gentlemen agreement: gli eventuali utili sarebbero andati ai familiari delle vittime. Patto che evidentemente è saltato». «La ricostruzione degli eventi di Rigopiano nel nostro podcast e docuserie si basa su fonti giornalistiche ampiamente diffuse e pubblicamente accessibili, e pertanto non può essere rivendicata alcuna proprietà esclusiva» la replica di Be Content in una nota. «Abbiamo agito con trasparenza, contattando i sopravvissuti e i familiari delle vittime. Le interviste nel podcast e nella docuserie – che costituiscono solo una piccola parte del nostro lavoro d’inchiesta – sono originali e rilasciate con pieno consenso e liberatorie firmate». Il progetto editoriale è stato «discusso solo in via preliminare e abbandonato nel 2022 senza che alcun accordo venisse concluso fra le parti. Le poche interviste realizzate in quella fase» si legge ancora «non fanno parte del nostro lavoro e restano a disposizione del signor Valsecchi per eventuali progetti autonomi. Nessuno dei materiali in possesso del signor Valsecchi è stato utilizzato nel nostro podcast, e nulla è stato “sottratto”, come insinuato nella sua lettera di diffida. I fatti di cronaca non sono soggetti a diritti di privativa e chiunque è libero di raccontarli, auspicabilmente con la stessa cura e rispetto che abbiamo dedicato noi a questo progetto al fine di rendere giustizia alle vittime di questa tragica vicenda». «Sono molto colpito dalle affermazioni di Valsecchi», dichiara nella nota Pablo Trincia, «perché lavoro sempre con materiali originali raccolti da me e il mio è stato un percorso pieno di passione e di attenzione per le vittime e i sopravvissuti della tragedia di Rigopiano. Ho preso a cuore la loro storia per quel senso di verità e giustizia che meritano».