Verso il Monte Aquila sul Gran Sasso

5 Settembre 2019

La salita è costante e costellata di rocce, muschi e fiori 

Il bello delle montagne è che hanno molte facce e ci permettono di gustare la salita in modi diversi e a volte insoliti. Tra questi il Monte Aquila del Gran Sasso, meta poco impegnativa da Campo Imperatore, diviene un’escursione lunga e sorprendente se lo si raggiunge dal versante Nord. Precisamente da Casale San Nicola (in provincia di Teramo – uscita A24 -San Gabriele Colledara), dove dopo i piloni dell’autostrada, sulla destra, si sale e si percorre una carrareccia non in buone condizioni, fino a un piazzale dove si parcheggia (924 m).
Si cammina sul sentiero 212 che dopo una singolare cascata si inoltra in un bosco immenso e caldo. La salita è costante e mai ripida, costellata di rocce, muschi e fiori. Dopo circa 2 ore, a quota 1600 metri, si esce dal bosco fitto e tutta la fatica e il caldo scompaiono. Siamo ai piedi del Corno Grande, sotto le sue pareti settentrionali, in una specie di conca che contiene tutta l’emozione che si prova davanti a un immenso monumento naturale: la valle che costeggia questa conca è detta dell’Inferno. Salendo si riesce a vedere, sulla sinistra al centro dell’avvallamento, il Rifugio Nicola d’Arcangelo, una costruzione stupenda accovacciata sotto i “paretoni” di roccia, che visiteremo al ritorno. Il sentiero si dirige verso il Vado di Corno e lo spettacolo si fa davvero originale: la natura selvaggia si tocca con mano e ci accompagna per un lungo tratto, attraverso tutta la valle, nella ripida salita che porta al Vado. Ai monti severi si contrappone il mare, alle rocce bianche il verde delle colline teramane, al cielo azzurro i vigneti. Non molliamo, dobbiamo ancora salire per raggiungere quel posto meraviglioso che unisce e divide il versante aquilano da quello teramano e offre a chi lo raggiunge suggestioni uniche. Arrivati al vado (1924 m), scavato nella roccia e dunque leggermente franoso, ci si ritrova nel bel mezzo di una catena di vette delle più belle del nostro appennino: verso est la dolomia del Monte Prena, verso ovest il Corno Grande, a sud i monti della Scindarella e a nord i Monti Gemelli. Si prosegue verso ovest sul morbido crinale (sentiero 214) che conduce alla vetta del Monte Aquila. La salita non dà tregua e la stanchezza inizia a farsi sentire. Fortunatamente arriva l’odore dell’aria sottile che i polmoni respirano felici e gli occhi che non si fermano mai, si guardano attorno stupiti e la stanchezza vola via, fino alla croce di vetta. Monte Aquila, 2494 m (4 ore dalla partenza) ai piedi del Corno e laggiù la valle dell’Inferno che abbiamo attraversato e pare impossibile. Ci sediamo e godiamo di tutta l’immensità del panorama che non nasconde nulla del nostro Abruzzo: né il mare, né le montagne, gli altopiani e i paesi, lo stupore e le sorprese. E poi scendiamo, prendendo a sinistra, dopo il vado, un sentiero largo che con tornanti sinuosi arriva al rifugio D’Arcangelo dove ci fermiamo per una sosta (1665 m). Accanto al rifugio prati verdi, dietro le rocce e di fronte il mare: un luogo paradisiaco dove ben presto passerò la notte a contar le stelle.
Risaliamo verso il sentiero dell’andata che ripercorriamo soddisfatti, godendoci l’ombra del bosco con ben 18 km nelle gambe.
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