«Vi racconto Siani e come è nato il film record di incassi....»

10 Gennaio 2015

E’ di Silvi lo scenografo del successo “Si accettano miracoli” «La comicità di Alessandro ricorda quella del grande Troisi»

di Giorgio D’Orazio

È il film principe di queste festività e vanta una firma abruzzese in scenografia. "Si accettano miracoli" di Alessandro Siani ha toccato quasi 10 milioni di euro di incassi e un milione 356 mila spettatori dall'uscita, il 1 gennaio, e fino all'Epifania, salendo al primo posto nella classifica al box office. Per la storia di Fulvio, manager consumato e scaltro che per reinventarsi movimenta con un "miracolo" la vita del piccolo borgo del sud Italia dove è finito a scontare un mese di servizi sociali nella casa famiglia gestita dal fratello prete, Siani ha scelto la collaborazione di Paolo Cameli, silvarolo classe 1959, laureato in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Firenze e scenografo realizzatore, pittore e decoratore di scena da oltre 30 anni. Cameli ha partecipato alla realizzazione di film come "La vita è bella" e "Pinocchio " di Benigni, "Passion"di Mel Gibson, "Baaria" e "La migliore offerta" di Tornatore, "I Vicerè" e "La lunga vita di Marianna Ucrìa" di Roberto Faenza, "Amici miei. Come tutto ebbe inizio" di Neri Parenti e naturalmente all'ultimo lavoro cinematografico di Siani.

Dalla formazione alla carriera, come racconta il suo lavoro?

«La passione per questo mestiere è nata tra i banchi del liceo artistico di Pescara, alla fine degli anni '70 e mi ha portato a Firenze, in Accademia, nella sezione Scenografia. Da lì è cominciata la mia strada, dal teatro alla televisione, dalla pubblicità al cinema».

Quando è iniziata invece la sua collaborazione con Alessandro Siani?

«Lo incontrai per la prima volta a Bolzano, mentre girava il suo esordio da regista, "Il principe abusivo", e io stavo lavorando a "La migliore offerta" con Giuseppe Tornatore. La collaborazione con Siani mi è stata passata da Francesco Frigeri, scenografo di fama internazionale col quale collaboro da diversi anni».

Com'è lavorare con Siani?

«Per me è stata un'esperienza molto interessante, lo reputo un regista davvero professionale ed esigente quanto alle decisioni scenografiche da dover realizzare».

Dal punto di vista personale come lo descriverebbe?

«Come una persona molto umana, anche nei rapporti lavorativi, ma resta comunque un regista esigente come ho detto».

Di cosa si è occupato in particolare in "Si accettano miracoli"?

«Ho lavorato come pittore e decoratore di scena ed è stato molto stimolante. Ho dipinto quattro statue di San Tommaso d'Aquino, decorate con tecnica della foglia d'oro e d'argento, e poi ho ridipinto tutta la chiesa di Minuta di Scala, nel salernitano, di colore giallo ocra. L'ho fatto in un solo giorno ed è stata molto apprezzata da Siani».

Come reputa questo film, reduce da un gran successo di sala in tutta Italia?

«Molto romantico, con dei risvolti di pura fantasia, e pieno d'amore, insomma di valori che in un mondo come il nostro, abituato ad andare così veloce, stiamo perdendo in tutti i sensi».

Come spiega il "fenomeno Siani", largamente apprezzato da più fasce di età, dov'è il segreto del suo personaggio?

«Il segreto sta nella sua comicità semplice, partenopea e innatamente simpatica, tipica del grande Troisi».

Ha qualche ricordo in particolare del set?

«Ricordo alcuni momenti del girato in cui Siani spiegava ai bambini come dovevano comportarsi durante le riprese, li accudiva come se fossero figli suoi. L'ultima scena ad esempio mi ha toccato particolarmente, quella in cui Fulvio, ovvero Siani, e Chiara, interpretata da Ana Caterina Morariu, si baciano e i bambini se ne stanno appoggiati su di un palchetto con gli sguardi perduti nel cielo, sembra un dipinto con gli angioletti di Raffaello Sanzio».

Quali sono i prossimi progetti a cui lavorerà?

«Per adesso posso dirle dell'ultimo progetto cinematografico a cui ho dato il mio apporto. È recente, del novembre 2014, “Christ the lord” per la regia di Cirjus Novraster. È una produzione americana, il film è tratto da un libro della scrittrice statunitense Anne Rice, incentrato sulla vita di Gesù dal settimo all'ottavo anno della sua vita. Abbiamo girato in parte ai Sassi di Matera e in parte a Cinecittà e il prossimo anno il film uscirà anche in Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA