Via Crucis di terra e speranza di Di Simone

Nella chiesa di San Donato a Castelli l’opera dell’artista teramano: 15 sculture monumentali in ceramica e foglie d’oro
CASTELLI. La Via Crucis come simbolo delle sofferenze di una comunità ma anche come segno di speranza e rinascita: con questo spirito l’artista castellano Nino Di Simone ha realizzato e donato alla chiesa di San Giovanni Battista a Castelli una monumentale Via Crucis in ceramica.
L'opera è stata inaugurata sabato scorso nella chiesa madre dell’incantevole paese teramano ai piedi del monte Camicia, tra le capitali mondiali della ceramica. Un borgo ricco di storia e tradizioni, arte e cultura, provato da tutti i terremoti susseguitisi dal 2009 al 2017. Voluta dal parroco don Franco D'Angelo come segno di rinascita della comunità, la Via Crucis del maestro Di Simone è stata benedetta dal vescovo della diocesi Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi nel corso di una cerimonia che ha visto una folta partecipazione popolare accanto al sindaco Rinaldo Seca e al procuratore capo di Teramo Antonio Guerriero. Le sculture che compongono l’opera, altorilievi aggettanti montati su dei tondi, sono state collocate in via permanente lungo le pareti della chiesa, riaperta al culto lo scorso 5 novembre dopo complessi interventi di restauro per riparare gli ingenti danni procurati dai sismi. L’artista Di Simone, ceramista, scultore e pittore di spessore internazionale, ha iniziato l’opera in agosto, lavorando intensamente per mesi fino all’allestimento completato un paio di giorni prima della solenne inaugurazione. La sua Via Crucis è costituita da 15 sculture monumentali (circa un metro di altezza): alle 14 ceramiche dedicate alle stazioni tradizionali del rito si aggiunge infatti la scultura raffigurante la Resurrezione, seguendo la variazione introdotta dal pontefice Giovanni Paolo II alle stazioni canoniche che raccontano gli episodi della Passione di Cristo. L'opera è stata realizzata dal maestro Di Simone in materiali refrattari ceramici, colorati con ossido di ferro e manganese, con alcuni punti di rosso al selenio. L’artista ha usato inoltre la foglia d’oro zecchino per la quindicesima e ultima stazione, la Resurrezione, collocata sopra il fonte battesimale.
«Mancava una Via Crucis in questa chiesa. L’opera vuol essere anche uno specchio delle sofferenze affrontate dalla comunità castellana in questi 10 anni», sottolinea Di Simone. «Nella V stazione ho rappresentato Simone di Cirene, l’uomo che aiutò Cristo a sorreggere la croce, come una persona di colore con al collo un medaglione con su scritto “razza umana”. Penso che a causa di questo razzismo di ritorno siano proprio queste persone a portare più di tutti la croce». Di Simone è nato a Teramo nel 1947 e da tempo vive e lavora a Castelli. Dal ’66 ha partecipato come ceramista e scultore a rassegne nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Molto apprezzato negli Stati Uniti, il maestroabruzzese ha realizzato tra il ’96 e il ’98 a New York una Via Crucis monumentale in Eagle Park per la chiesa di St. Augustine e sculture per la chiesa di Lady of Pity a Staten Island.
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