Viaggio nella cucina teramana di Faranda

27 Marzo 2019

Venerdì la presentazione del volume di D’Archivio sul latinista gourmet con 121 ricette da lui descritte

TERAMO. Grecista e latinista insigne, per quasi quattro decenni docente nel liceo classico Melchiorre Delfico di Teramo, Rino Faranda era anche un gran gourmet. L'illustre umanista, autore di molti testi sulle lingue e culture classiche nonché traduttore in latino di alcuni racconti del libro “Cuore”, è stato tra i protagonisti della cultura cittadina del secondo Novecento. Messinese di nascita e teramano di adozione, morto 80enne nel 2002, Faranda amava profondamente la nostra terra e ne apprezzava in particolar modo la cucina. Tra la fine degli anni Ottanta e metà anni Novanta aveva pubblicato per la Camera di commercio di Teramo dei gustosissimi e finora impareggiabili volumi, gli “Itinerari turistico-gastronomici”, dedicati alle bellezze paesaggistiche e artistiche e alle bontà del Teramano: Dei monti della Laga; delle Valli del Vomano, del Mavone e del Fino; Delle Valli del Salinello e del Vibrata; Della costa aprutina: Da Martinsicuro a Silvi. Il professor Faranda aveva raccolto in quelle pagine innumerevoli ricette tradizionali. Ora dai suoi appunti è stato tratta una nuova pubblicazione, a cura di Claudio D’Archivio, medico scrittore, che sarà presentata tra due giorni a Teramo.
Il libro “La Cucina Teramana. Dagli appunti di Rino Faranda” è stato appena pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni di Giacinto Damiani e Barbara Marramà, partner il Gruppo medico D'Archivio. In copertina la bella illustrazione di Fabrizio Lucchese, all’interno sapidi contributi del curatore (“Il patrimonio enogastronomico di un territorio”), di Edoardo Cipriani, a lungo docente nel liceo Delfico (“Latinis Graecisque litteris magister. Artis coquinariae peritus”) e dell’antropologa Alessandra Gasparroni (“Rino Faranda, in viaggio con il gusto nel cuore”).
D’Archivio, Cipriani e Gasparroni presenteranno il volume, dopodomani, venerdì 29, nella sala polifunzionale “Cristina da Pizzano” (via Comi 11). Inizio dell’incontro alle ore 18, moderatore lo studioso Sandro Galantini. Stampato su carta naturale avoriata di pregio, in 158 pagine il volume raccoglie 121 ricette della più antica tradizione gastronomica teramana. Un parziale elenco d’assaggio delle prelibatezze qui raccontate? Fegatini, coratella, quajata, ventricina, maccheroni alla chitarra, timballo, ravioli, patellette, fregnacce, scrippelle ‘mbusse, Virtù, fracchiata, granitti, tacchino alla canzanese, capra alla neretese, mazzarelle, ciff e ciaff, agnello cacio e ova, pecora alla callara, arrosticini, ‘ndocca ‘ndocca, nnuje, trippa, formaggio fritto, baccalà, fuje strascinite, tiella, pizza rustica, pastuccia, pizzadolce, pizzacola, caggionetti, neole, uccelletti, pepatelli, spumini, torroncini, bocconotti. Dal salato al dolce, il libro è un saporito viaggio nella grande cucina tradizionale teramana, con cui si identifica quasi tutta la cucina regionale abruzzese.
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