Viaggio rock nell’Inferno con Piero Pelù e Cazzullo

Il giornalista e il cantante in scena a Pescara a dicembre con“A riveder le stelle”
PESCARA. «L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante». Andrà in scena venerdì 3 dicembre, al Teatro Massimo di Pescara, “A riveder le stelle”. Tratto dal libro del giornalista e scrittore piemontese Aldo Cazzullo “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia” (Mondadori 2020), lo spettacolo vedrà in scena, con Cazzullo, Piero Pelù, che si esibirà in «letture rock» tratte dall’Inferno dantesco.
Guidato da Cazzullo e Pelù, il pubblico, si legge nelle note di presentazione dello spettacolo portato a Pescara dalla Best Eventi, andrà alla scoperta del capolavoro di Dante Alighieri «attraverso la ricostruzione dell’esperienza del poeta nell’Inferno descritto nella Divina Commedia. Gli incontri più noti, i personaggi grandiosi e maledetti, le incursioni nella storia e nell’attualità e un incredibile viaggio in Italia da Nord a Sud». Gli spettatori saranno accompagnati in questo suggestivo percorso da due guide: Aldo Cazzullo, in veste di narratore, «accompagnato nel suo racconto da musiche e immagini, a testimonianza di quanto sia importante e ancora attuale l’eredità dell’Alighieri» e un lettore, il cantautore e rocker fiorentino Piero Pelù, «che riporterà la lingua di Dante e la musicalità dei suoi versi». “A riveder le stelle” è un «racconto teatrale» ma anche «un percorso tra le innumerevoli bellezze dell’Italia, con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità». Non vedremo Piero Pelù “leggere” Dante, ha dichiarato Cazzullo in un’intervista al Corriere Fiorentino: «Lui “interpreta” Dante. Diventa i suoi personaggi. Diventa Caronte, Ulisse. Diventa i diavoli di Dante. È di una bravura impressionante. Ho pensato che nessuno meglio di un rocker potesse leggere Dante e quel rocker non poteva che essere Piero Pelù: uno spirito libero, un artista coraggioso. Le parole di Dante gli si confanno. E poi è fiorentino, cosa che non guasta». Il giornalista e scrittore, ancora al Corriere, definisce l’Inferno dantesco «la vera autobiografia di Dante. Là c’è tutto: la donna amata, Beatrice, il maestro, Virgilio, l’insegnante, Brunetto Latini, il Conte Ugolino con cui ha in comune il dramma di quattro figli che patiscono la fame. Ma l’aspetto che più mi affascina è in Ulisse, dove Dante vede se stesso: è il primo uomo moderno, anche se il Poeta rimane un uomo del Medioevo, perché la modernità non nasce dalla saggezza ma dalla consapevolezza di essere ignoranti. È sapendo socraticamente di non sapere che ci si mette in viaggio verso l’orizzonte». La regia e le videoproiezioni sono di Angelo Generali, lo spettacolo è prodotto da Corvino Produzioni. Inizio spettacolo ore 21.

