Vincenzo Olivieri «Farò ridere con il lockdown»

Il comico con lo spettacolo “In virus veritas” il 12 agosto al Teatro D’Annunzio di Pescara
Nasce da una riflessione a posteriori sui mesi più difficili dell’emergenza Coronavirus, il nuovo spettacolo del cabarettista pescarese Vincenzo Olivieri. “In virus veritas - La distanza che ci avvicina” andrà in scena il 12 agosto al Teatro D’Annunzio di Pescara, nell’ambito del cartellone estivo dell’Ente manifestazioni pescaresi. Con la consueta ironia che lo contraddistingue, accompagnato dalla musica del pianista Massimo D’Epifanio, lo showman abruzzese si chiede quanto il Covid-19 abbia cambiato il nostro modo di vivere. Lo show, prodotto da Stefano Francioni, inizierà alle 21.30.
«Da attento osservatore quale sono, mi sono reso conto che quello che stavamo vivendo meritava una visione molto più attenta e lucida, cosa che quando è esplosa l’emergenza non avrei potuto avere. Eravamo tutti scioccati, trascinati dalle emozioni», spiega Olivieri. «Per questo motivo, nei mesi di lockdown, non ho creato canzoni o cose comiche ispirate alla situazione. Ho tenuto tutto quello che accadeva per analizzarlo dopo, a mente fredda. Ho riguardato noi che abbiamo vissuto quel periodo. Guardarci dal di fuori mi ha dato la possibilità di analizzare la situazione in maniera più leggera». Lo show si ispira, nel titolo, alla celebre espressione latina “in vino veritas”, “nel vino è la verità”. Nello specifico, la verità nel virus «ha a che fare con il nostro modo di comportarci. I miei show sono sempre legati all’attualità, fotografata con la satira di costume. Racconto di come il Covid ha cambiato i rapporti tra moglie e marito, tra genitori e figli, tra nonni e nipoti. La distanza che ci avvicina del sottotitolo è il distanziamento sociale. Analizzo ciò che dell’evento ci ha cambiati e fino a che punto ci ha cambiati. Non ironizzo assolutamente sulla parte drammatica del virus».
Uno show che diverte e fa riflettere. «Riportare l’attenzione sugli episodi più simpatici può essere anche un medicina psicologica», aggiunge, mentre racconta come ha trascorso il periodo di totale chiusura. «In quei mesi non sono mai uscito, neanche per la spesa, me la facevo portare a casa. Ho rispettato al cento per cento tutte le regole da seguire. Quando ho cominciato a uscire di nuovo, ho dovuto fare i conti con le varie fobie, con l’ossessione del virus ovunque. Adesso ci siamo abituati a questa convivenza», sottolinea. «Durante i mesi di chiusura, ho continuato a lavorare al programma “50 e non sentirli”. Abbiamo creato delle televisioni scolastiche, i ragazzi ci mandavano i loro contributi. La tecnologia è stata importante, se quello che ci è capitato fosse accaduto anni fa, sarebbe stato drammatico».
Lo spettacolo «si svilupperà su tre livelli. Nella prima parte interpreto dei personaggi. Tra questi ci sarà anche il dottor Carmelo Fiordibene, molto amato dal pubblico, un medico improbabile che parlerà di Coronavirus come se fosse un virologo. Avrò, poi, il supporto di immagini video che ci faranno tornare un po’ indietro, al periodo in cui si cantava sui balconi. La caratteristica principale dei miei spettacoli è portare lo spettatore a una riflessione, divertendolo».
Il musicista, Massimo D’Epifanio, sarà proprio su un balcone, con le tastiere. «Un richiamo al lockdown», precisa Vincenzo Olivieri. «Sul palco ci siamo solo noi due. Ci saranno delle sorprese per il pubblico, sfrutteremo molto la parte tecnologica. Il gruppo di lavoro che ha messo in piedi lo spettacolo, oltre a me e a Massimo D’Epifanio, comprende Massimiliano Elia e Dario Marletta, mentre della parte tecnica si è occupato Francesco Sarmiento». Olivieri si dice «orgoglioso” di essere stato inserito nel calendario dell’Ente manifestazioni pescaresi. «Un calendario davvero di prestigio. Questo show potremmo definirlo la mia prima uscita ufficiale post Coronavirus. Non so che effetto farà vedere i posti ridotti, il pubblico distanziato. Sarà sicuramente una serata particolare. Sono molto preoccupato per il futuro del mio settore, ma per una sera ci si potrà un po’ ridere su».
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