Walter Nanni: «I miei anni al Centro, la base per la mia carriera»

Sarà uno dei conduttori di “Centrissimo” il 1° agosto: «È un onore. Dai 19 ai 24 anni ho scritto 400 articoli per voi»
Walter Nanni, lei sarà uno dei conduttori di “Centrissimo”, la festa di compleanno del Centro che sarà a Torre de’ Passeri.
«Per me è veramente una serata non speciale, di più. Da parte mia è un onore, una restituzione nei confronti della gente e del territorio, perché io ho iniziato scrivendo con il Centro. Dai 19 ai 24 anni, ho collaborato con voi: ho scritto più di 400 articoli, con una quarantina di prime pagine all'epoca. Ero alla redazione di Teramo. Poi ho lasciato il giornalismo, ho iniziato a fare teatro comico, mi sono scritto dei monologhi per me, poi ho lavorato per 10 anni, con il Teatro dei Satiri a Roma, mi sono aperto una società di produzione, ho iniziato a lavorare dietro le telecamere. Nel 2011 sono stato in concorso ai David di Donatello con il documentario “Colpa nostra”. Ma a tutt'oggi quello che ho fatto nell'ambito della comunicazione, in settori anche molto diversi tra di loro, hanno avuto alla base sempre la formazione che ho avuto al giornale. Quegli anni al Centro hanno assolutamente condizionato tutta la mia vita. E anche oggi, quando devo scrivere un pezzo, anche leggero, penso sempre a quel periodo».
Come si adatterà il ritmo televisivo alla conduzione dal vivo di un evento di piazza affiancato dal direttore Luca Telese?
«Essendo abituato alla comunicazione, ma anche a fare cinema e televisione, darò un ritmo bello, divertente. Sarà una serata, almeno spero, elegante e brillante: ecco, vorrei che fosse una cosa importante e nello stesso tempo meravigliosamente allegra. Il tutto trovando un equilibrio, dandogli un po' di brio. Cercherò di dare un bel ritmo alla serata, anche perché è una festa di piazza bellissima per il territorio. Mi stanno scrivendo tantissime persone da Torre de' Passeri, sono molto contenti che sarò lì e io con loro».
In che modo la familiarità con il pubblico televisivo di Rete8 aiuta a gestire un palco complesso e una platea numerosa come quella di Torre de' Passeri?
«Credo che sarà molto meno complicato di quello che possiamo immaginare. In realtà sarà una serata con un bel ritmo, anche la presenza della televisione ci aiuterà e poi c'è il pubblico che è più sveglio di quello che possiamo immaginare. Lo capisci quando una serata, insomma, sta prendendo una certa piega. Sarà unico, io ci metterò nel mio piccolo tutta l'esperienza che ho. Alla fine, stare con un microfono in mano è la cosa che mi crea anche meno ansia tra tutte le cose che sono chiamato a fare. E forse è quella che mi riesce più facile».
Che contributo portano figure del calibro di Antonio Padellaro, Sergio Rizzo, Dacia Maraini e Arianna Farinelli a una serata che mescola informazione e spettacolo pop?
«Stiamo parlando di personaggi abituati non solo a pensare a un livello nettamente più alto della media, ma anche abituati a comunicare, a stare in televisione, a stare su un palco, a scrivere libri, a comunicare anche le loro idee. Quindi quando tu hai a che fare con dei top player è tutta un'altra cosa. Poi sono tutte persone innamorate dell'Abruzzo: molte di loro ci vivono, come Dacia. Quando intervengono anche solo con una frase, con un pensiero, con una riflessione, aprono mondi. Se poi li metti insieme sul palco hai già degli ingredienti fantastici e cucinare non sarà molto complicato».
Quali emozioni si provano a vivere da protagonisti un traguardo così storico per l'editoria abruzzese davanti alla propria comunità?
«Lo dico senza nessuna piaggeria: per me è un onore, cioè proprio un'iniziativa che mi ha reso così allegro. Quando mi ha chiamato Telese per chiedermelo, ho detto subito di sì, perché è veramente un piacere. Spero, come dire, di rendere giustizia anche a tutte le persone che hanno lavorato e che lavorano al giornale. Io ce la metterò tutta per mettere in luce anche tutto quello che il Centro ha rappresentato e rappresenta per il territorio».
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