Calcio

Nardin, la linea verde in difesa. Il Pescara ha l’arma in più

11 Settembre 2026

Domani la sfida contro l’Atalanta U23. Il 19enne Federico Nardin, arrivato dalla Roma, ha subito impressionato al debutto, ha stregato Buscè ed è pronto a confermarsi

PESCARA. Se il miglior attacco è la difesa, il Pescara può dirsi sicuro. Dopo i sei gol presi a Forlì, con la conseguente espulsione di Pellacani, il direttore sportivo Pasquale Foggia è stato costretto a intervenire sul mercato alla ricerca di un centrale. Da lì, nel giro di un paio d’ore, Federico Nardin, classe 2007, ha firmato con il Pescara tra lo scetticismo generale. Ma occhio a definirlo un colpo last minute arrivato “a caso”. Con il Ravenna, l’ex Roma è stato buttato nella mischia dal primo minuto, uscendone da migliore in campo. Ha dimostrato in appena 90’ una maturità e un’esperienza che difficilmente si potrebbero attribuire a un ragazzo di 19 anni. Ma chi lo conosce bene lo sa: quella prestazione non è il frutto di una giornata fortunata, bensì il risultato di un percorso voluto e cercato e che, soprattutto, è ancora in piena fase di crescita.

Le origini. Nato a Latina, Nardin non ha mai nascosto la sua fede: quella giallorossa. Tifoso della Roma, ha più volte ricordato come il padre gli abbia trasmesso quella che è, a tutti gli effetti, una “malattia” e come proprio questo sentimento sia stato il motore della sua passione verso il calcio. Non solo guardare le partite, ma esserne protagonista e arrivare un giorno a condividere il terreno verde con quei campioni visti sullo schermo.

La Roma e il decollo. E il percorso di Nardin parte proprio da qui, da quella casacca giallorossa indossata sempre con orgoglio e passione. La sua trafila parte infatti dalla Roma U17, con cui nella stagione 2023/24 vince il campionato, e prosegue nelle giovanili dell’U18 fino alla Primavera. Di quella rosa diventa subito un pilastro e un titolare inamovibile, dimostrandosi un difensore utile, solido e affidabile. Gli piace partecipare alla costruzione, lavorare sui dettagli, adattarsi a posizioni diverse. Ma quando deve definire il suo compito, parte da un principio semplice: “Il primo dovere di un difensore è non far prendere gol”. Dentro quella frase c’è già molto del suo modo di stare in campo. E contro il Ravenna non si è tirato indietro. Ha guidato un reparto che più volte ha rischiato di andare in difficoltà con la stessa tranquillità di un veterano, raccontando poi nel post-partita di «aver risolto tutte le difficoltà grazie ai compagni».

Piccolo leader. E da queste parole si percepisce anche la maturità di un ragazzo che sembra già pronto a ritagliarsi un ruolo da leader. Quando parla dei compagni, della convivenza, della competizione interna, restituisce l’immagine di un ragazzo che prova a stare bene dentro il gruppo con naturalezza. Nardin dà l’impressione di sentirsi un difensore moderno, sì, ma con radici molto concrete. Un giocatore costruito sulla sostanza, sulla disponibilità e sulla serietà con cui interpreta il ruolo. Può crescere ancora, può affinare diversi aspetti del suo calcio, ma la base sembra già chiara. Se poi tutto questo viene abbinato al ritorno in biancazzurro di uno come Giorgio Altare che, quest’estate, ha voluto a tutti i costi il Pescara, allora la base può diventare più che limpida. Da una parte un ragazzo di 19 anni con la voglia di dimostrare di poter giocare nel calcio che conta, dall’altra un difensore e un uomo con l’esperienza che conta, anche se domani contro l’Atalanta non potrà esserci per un riacutizzarsi del fastidio al ginocchio che lo escluderà dalla lista dei convocati. Cagliari, Sampdoria e Venezia non sono piazze in cui si arriva per caso. Questi due giocatori, messi insieme in campo, potranno regalare solidità a un Pescara che in difesa ne ha molto bisogno e, soprattutto, per entrambi può essere la giusta occasione per continuare a mettere dei paletti in un percorso più ampio: per Nardin continuare a crescere, per Altare iniziare a insegnare. Domani, nella sfida con l’Atalanta U23, il 19enne partirà nuovamente da titolare per prendere ancora più confidenza con la squadra e con il campo, mentre Altare andrà in tribuna e sarà pronto non prima di dieci giorni. Con un centrocampo solido e un attacco che può crescere partita dopo partita, resta da puntellare la difesa e il suo mix tra giovani promesse e “anziani” d’esperienza per poter puntare al vertice.

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