Warhol, 90 anni fa nasceva l’esplosione pop

17 Dicembre 2018

Al Vittoriano in mostra 170 opere che raccontano il mood dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, vita e arte di una leggenda

Un’altra mostra immersiva, allegra e colorata, musicale, iconica. Tutto il mood, le “cose americane” riprodotte all’ossessione, lo spirito di tre decenni dagli anni '60 agli anni '80: il tempo di Andy Warhol.
Al padre della Pop Art anche la Capitale dedica una retrospettiva per ricordarne il novantesimo anniversario della nascita, come molte altre mostre inaugurate in tutto il mondo. La leggenda Andy Warhol, al secolo Andrew Warhol Jr. (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987), è protagonista della mostra allestita fino al 3 febbraio al Complesso del Vittoriano di Roma, Ala Brasini.
Oltre 170 opere collocate in cinque sale espositive, musica, moda, suoni, fiori, colori. Un tutto unico, insieme e parallelo per raccontare passioni, ossessioni intuizioni geniali, stranezze e contraddizioni di uno degli artisti più famosi di sempre. I feticci dell’immaginario collettivo americano trasformati in arte preconizzando l’avvento dei mass media nella vita di ognuno. Marilyn Monroe, Liza Minelli e Mao accanto alle minestre in scatola Campbell, il Ketchup Heinz e la Coca-Cola.
Celebrità dello star system e simboli del consumismo trattati alla stessa stregua, icone – immortali – di una società che divora e consuma. La mostra romana parte dalle origini artistiche della Pop Art, di cui Warhol è considerato il massimo esponente fino alla morte nel 1987, al vertice del successo, dopo un banale intervento. Curata da Matteo Bellenghi per Gruppo Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl, l’esposizione ripercorre non solo la carriera dell'artista, ma anche la sua vita straordinaria, invitando il visitatore ad immergersi nel clima visivo e sonoro di quegli anni. Le icone più popolari ci sono tutte: lo “scandaloso” adesivo della banana sulla copertina dell'album The Velvet Underground and Nico, le copertine dei dischi dei Rolling Stone Love You Live e Sticky Finger con i “jeans incernierati” del 1977.
Disponibili consolle e cuffie per ascoltare le hit del tempo, Brown Super, Wild Horses e It’s Only a Rock’Roll. Tra le varie sezioni della mostra custodite in piccole bacheche sono le Polaroid che Warhol utilizzava come base di partenza per la lunga serie di ritratti iconici, dei più disparati: Mick Jagger, Arnold Schwarzenegger, Silvester Stallone, Liz Taylor, Grace Jones, Michael Jackson, Grace di Monaco.
Dalle sue amicizie con i rappresentanti del mondo della moda, gli omaggi all’arte italiana con i ritratti di Valentino, Armani, Versace. E poi i celebri self portrait, e il Vesuvio in eruzione tra le serigrafie più note. Come sottolinea il curatore, il messaggio di Warhol è ancora oggi attuale, le sue opere sono quotidianamente presenti, un esempio per tutti “Marilyn”, raffigurata su brand, magliette, merchandising: «Warhol ha dato una lettura totale dell’immagine e della rappresentazione che ci ossessiona giorno dopo giorno e continua a farlo».
Biglietto (intero 13€ + 1,50€ prevendita) acquistabile online, orari su http://www.ilvittoriano.com. Possibile il biglietto congiunto per le due mostre “Pollock e la scuola di New York” (fino al 24 febbraio, Ala Brasini) + “Andy Warhol” al prezzo di € 24 (intero), ridotto € 20, info e prenotazioni + 39 06 87 15 111. Anche Bologna dedica un omaggio al guru della generazione di giovani artisti americani degli anni ‘80 con la mostra “Warhol&Friends. New York negli anni ’80” a Palazzo Albergati fino al 24 febbraio. Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, i protagonisti del vivacissimo clima artistico di una sempre nuova New York: Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons.
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