Weinstein: «A Uma Thurman nessuna violenza sessuale»

5 Febbraio 2018

NEW YORK. Il produttore cinematografico Harvey Weinstein, travolto dallo scandalo sulle molestie sessuali, sta considerando di querelare l'attrice Uma Thurman che lo ha accusato sulle pagine del New...

NEW YORK. Il produttore cinematografico Harvey Weinstein, travolto dallo scandalo sulle molestie sessuali, sta considerando di querelare l'attrice Uma Thurman che lo ha accusato sulle pagine del New York Times di averla aggredita sessualmente. Il legale del produttore ha negato le accuse, spiegando come il suo assistiti sia sbalordito e rattristato dalle parole della Thurman che per 25 anni avrebbe sempre taciuto dell'episodio.
Al New York Times Uma Thurman aveva raccontato, l’altro ieri, di essere stata una preda sessuale di Harvey Weinstein e da lui pesantemente aggredita. Nel 1994 al Savoy di Londra, poco dopo la prima del film Pulp Fiction, Weinstein, ha raccontato l’attrice, «mi sbattè sul letto. Cercò di spingersi dentro di me e di calarsi i pantaloni. Non mi violentò, ma era come se io fossi stata un animale che cercava di liberarsi», ha raccontato la diva.
Sempre al Savoy, qualche giorno dopo, il secondo episodio. Dopo aver ricevuto un mazzo di «volgari» rose gialle e pressanti richieste delle assistenti del produttore di discutere con lui altri progetti, Uma era andata all'appuntamento accompagnata con una amica.
L'attrice non ha memoria di quanto accaduto, ma l'amica, Ilona Herman, che l'aspettava nella lobby per quanto «sembrava un'eternità», ha raccontato che l'attrice uscì dall'ascensore «scarmigliata, sconvolta, con lo sguardo perso nel vuoto». A casa, quando fu di nuovo in grado di parlare, disse che Weinstein «l'aveva minacciata di deragliare la sua carriera»
L’inchiesta sulle presunte molestie sessuali di Harvey Weinstein, intanto, prosegue. Salgono a nove le denunce raccolte dalla polizia britannica da parte di donne che rivolgono accuse di molestie sessuali o violenze al produttore americano. Lo riportano i media inglesi, riprendendo un comunicato ufficiale diffuso ieri dagli investigatori secondo il quale altre due donne si sono rivolte a Scotland Yard in questi giorni, dopo le sette che lo avevano già fatto nei mesi passati: una per denunciare un episodio che sarebbe avvenuto in Irlanda 27 anni fa; l'altra per riferire invece di due abusi più recenti, subiti a quanto pare a Londra e «all'estero» fra il 2010 e il 2011.
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