Wertmüller e Visconti stelle del MaggioFest 2016

TERAMO. Lina Wertmüller, venerabile signora del cinema italiano, è il nome di punta della 25esima edizione del MaggioFest, festival di primavera organizzato a Teramo dall'associazione culturale...
TERAMO. Lina Wertmüller, venerabile signora del cinema italiano, è il nome di punta della 25esima edizione del MaggioFest, festival di primavera organizzato a Teramo dall'associazione culturale Spazio Tre con la direzione artistica di Silvio Araclio.
Otto date distribuite tra il 5 e il 21 maggio per una decina di proposte tra cinema, libri, musica, facendo miracoli con le sempre più grame risorse economiche, come hanno sottolineato in conferenza stampa Araclio e Carla Piantieri, presidente di Spazio Tre. Come sempre la parte del leone è riservata alla settima arte, che oltre all'omaggio a Wertmüller vede due serate dedicate al genio di Luchino Visconti a quarant'anni dalla morte (avvenuta il 17 marzo 1976). Inoltre vi sarà spazio per i cineasti abruzzesi Claudio Romano ed Elisabetta L'Innocente e il loro lungometraggio d'esordio “Ananke”; inoltre i due filmmaker sono stati cooptati come forze fresche nell'organizzazione stessa della sezione cinema del MaggioFest, accanto al curatore Leonardo Persia.
Si parte dunque giovedì 5 maggio con il tributo alla pluripremiata regista e sceneggiatrice Lina Wertmüller, che accompagnerà a Teramo uno dei suoi film più amati, “Mimì metallurgico ferito nell'onore”, in programma nel cinema Smeraldo alle ore 17.30. Sempre nella sala di via Maestri del lavoro e alla presenza dell'ospite verrà proiettato alle 20.45 il documentario “Dietro gli occhiali bianchi”, ritratto della regista realizzato da Valerio Ruiz, seguito da una conversazione con l'87enne autrice romana.
A Luchino Visconti, tra i massimi registi cinematografici e teatrali, è dedicata la retrospettiva “Il senso di Visconti”, con la proiezione di tre suoi rari cortometraggi (“Anna Magnani”, “Il lavoro”, “La strega bruciata viva”, lunedì 9 allo Smeraldo, ore 17.30), e dei capolavori “Senso” (il 9 alle 20.45) e “Rocco e i suoi fratelli”, quest'ultimo in versione integrale e restaurata (il 10, alle 16.30 e alle 20.45).
Al regista Claudio Romano e alla sceneggiatrice Elisabetta L'Innocente e al loro film d'esordio “Ananke”, molto ben accolto nei festival, è riservato l'incontro del 12 maggio, sempre allo Smeraldo (proiezione alle ore 20.45).
Per la sezione libri il cartellone del MaggioFest propone tre appuntamenti con altrettanti scrittori e le loro opere di narrativa e saggistica (biblioteca Dèlfico, ore 18, ingresso libero). Mercoledì 18 Ivana Manni e il suo romanzo “Confessioni domenicali” (Tracce). Giovedì 19 Antonio Di Muzio e il suo volume sul Tsa “Il teatro all'Aquila e in Abruzzo” (Ricerche&Redazioni). Lunedì 23 Mario De Bonis con il suo libro su De Filippo “Eduardo visto da vicino” (Ricerche&Redazioni). Conclusione del 25esimo MaggioFest con la musica folkblues abruzzese. Sabato 21 lo Spazio Tre Teatro ospita il concerto acustico di Adriano Tarullo (voce e chitarra), il cantautore di Scanno vincitore due anni fa del Premio Pigro, qui accompagnato da Corrado Pagliari alla chitarra e armonica blues.
«Per il venticinquennale si sperava di fare un'edizione del Maggio col "botto"», ha detto Piantieri. «Invece, appena una settimana fa, dopo aver già stretto contatti con compagnie e artisti, abbiamo saputo che il contributo della Fondazione Tercas era dimezzato e che dagli altri enti non avremmo avuto un soldo. Sebbene sceso a 9mila euro, almeno il contributo della Fondazione c'è, e gliene siamo grati. Gli altri enti sono assenti. Comunque siamo riusciti a fare un programma dignitoso e valido».
«Avremmo voluto festeggiare con un programma più ampio il quarto di secolo del MaggioFest», ha aggiunto Araclio. «La decurtazione dei contributi previsti ci ha costretto a una rivisitazione “disperata”. Abbiamo salvato il Maggio Cinema con un programma degno della sua storia, conservato Maggio Libri e privilegiato un bravo artista abruzzese per Maggio Musica. Certo, ci stiamo chiedendo seriamente perché continuare».
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