Williams, l’uomo che scrisse il romanzo perfetto

21 Novembre 2016

Il revival dell’autore di “Stoner” morto sconosciuto: tre libri e una mostra all’Aurum di Pescara

PESCARA. Scrittore bestseller a oltre vent'anni dalla morte, autore di un romanzo a cui negli anni Sessanta si pensava fosse «impossibile trovare un editore», con protagonista un «personaggio incolore» che mezzo secolo dopo ha conquistato invece un enorme pubblico internazionale. Ma chi era John E. Williams e cosa significa il suo postumo «riscatto glorioso»? Cosa hanno visto i lettori degli anni Duemila nel suo “Stoner” rilanciato nel 2006 dalla New York Review Books?

Per farci scoprire più a fondo il mondo dello scrittore, nato nel 1922 nel nord-est del Texas, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, gran bevitore, arriva per Fazi editore, in anteprima mondiale, la prima biografia di John Edward Williams, “L'uomo che scrisse il romanzo perfetto” di Charles J. Shields, oltre alla raccolta “La saggezza di Stoner” di brevi saggi critici e ad una nuova edizione di “Stoner” che finora in Italia ha venduto 200 mila copie. Un imperdibile pacchetto di tre volumi per i fan, e non solo, dell'autore di “Stoner” morto a 72 anni, il 3 marzo 1994 per insufficienza respiratoria, mentre all’Aurum di Pescara, è in corso fino all’11 dicembre “Stoner. Landing Pages”, la prima mostra d’arte contemporanea liberamente ispirata al romanzo di John E. Williams e finanziata attraverso un crowdfunding, curata da Cinzia Compalati e Andrea Zanetti, all’interno della programmazione dell’Alviani ArtSpace.

«Non avrei mai immaginato di vivere così a lungo», disse alla quarta e ultima moglie Nancy Gardner lo scrittore poco prima di andarsene per sempre. Di estrazione contadina, docente di Letteratura all'Università di Denver, Williams era un professore che tutta la vita aveva lottato per «essere preso sul serio come artista», come fa notare la curatrice delle sua carte, Anne Marie Candido ripensando a un ritratto di John a poco più di vent'anni. Mezzo secolo dopo si trova davanti invece un uomo «con il volto riempito di rughe, testimonianza di una vita piena, vissuta» tanto da farle dire che «a volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita».Tutti episodi che ricorda Shields nell'introduzione alla sua meticolosa biografia “L'uomo che scrisse il romanzo perfetto”. Shields ripercorre la vita dello scrittore ponendo l'accento sulle similitudini e differenze con il suo alter ego. Ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore e si accontenta di una vita mediocre accettando tutto ciò che accade, Stoner è infelice come Williams ma è accomodante e comprensivo mentre lo scrittore ha un carattere difficile e una spiccata propensione agli alcolici. Williams aveva soprattutto l'ossessione di essere considerato veramente un artista. Ma le stroncature che aveva ricevuto per Stoner, rifiutato da sei editori prima della pubblicazione senza grande successo di Viking Press nel 1965, lo portarono a dire a Nancy: «è inutile che scriva romanzi».

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