Zaccaria svela il “giallo Elena Ferrante”

10 Novembre 2023

Attesa domani al circolo Aternino la presentazione del volume del giornalista

PESCARA. Tra le proposte del Fla in cartellone domani – ore1 16, Circolo Aternino di Pescara (piazza Garibaldi 51) – la presentazione del libro “Elena Ferrante, chi è costei?”, di Lino Zaccaria (Graus Edizioni). Ne parlano con l’autore i giornalisti Nello Di Marcantonio e Maurizio Piccinino.
Come è possibile vendere milioni e milioni di libri lungo un arco di più di trenta anni e riuscire a custodire il segreto sullo pseudonimo inventato per firmare i suoi romanzi? Detta così sembra un’impresa impossibile, soprattutto in tempi dominati dalla pervasività di internet e dei social, che lasciano poco spazio ai misteri. E invece l’incredibile primato sopravvive e appartiene ad Elena Ferrante, che è riuscita a resistere per tutti questi anni agli attacchi che le sono stati portati da più fronti. Si sono mobilitati critici letterari, professori universitari, giornalisti. Le hanno provate di tutte, ma ad oggi, nonostante i reiterati tentativi, sotto i quali il mistero è spesso sembrato vacillare, Elena Ferrante resta uno pseudonimo. Alla lunga sequela di “attentati” se ne aggiunge ora un altro, operato da un giornalista di lunghissimo corso, Lino Zaccaria, che è andato a leggere in contemporanea, intensivamente, tutte le opere della Ferrante e di Domenico Starnone, da sempre in maggiore indiziato di «paternità ferrantiana» e ne ha tratto corposi indizi che finiscono per avvalorare, forse, definitivamente, la congettura che dietro Elena Ferrante si nasconda appunto l’affermato scrittore napoletano-romano. “Elena Ferrante, chi è costei?” sta riscuotendo un lusinghiero successo di vendite. Zaccaria non tradisce il suo pedigree di giornalista e questo volume, in fondo, è una poderosa inchiesta giornalistica che prende le mosse da un lungo e articolato riepilogo di tutto quanto finora pubblicato sulla querelle-Ferrante. Scrive Titti Marrone nella prefazione: «mentre leggevo immaginavo Lino Zaccaria intento al complesso lavoro di compulsare sia i libri di chi si firma Elena Ferrante che quelli di Domenico Starnone. Me lo figuravo munito di taccuino e penna (alla vecchia maniera) ad annotare, sottolineare, confrontare, mentre nella sua mente, prima che desse il via alla sua investigazione, volteggiavano domande, ipotesi, interrogativi». Ma che cosa ha scoperto, di nuovo, Zaccaria nell’annotare, sottolineare, confrontare? Lui ha vissuto gli anni giovanili negli stessi luoghi che attraversano le vicende dei libri di Ferrante e di Starnone. Ha frequentato lo stesso liceo di Elena in L’amica geniale e da Starnone. Conosce fatti, luoghi, circostanze. Forte di questo bagaglio di conoscenze, spulciando fra le righe di L’amica geniale, di Via Gemito, di L’amore molesto e di tutte le altre opere dei due, è giunto ad una conclusione. Che svelare sarebbe un autentico sacrilegio. Trecentosei pagine tutte da leggere.