Zenni racconta e Di Leo esegue le spettacolari note di Gottschalk

PESCARA. Una conversazione musicale su Louis Moreau Gottschalk: Domenico Di Leo e Stefano Zenni rileggono la figura e la musica del grande compositore di New Orleans nell’appuntamento di questa sera...
PESCARA. Una conversazione musicale su Louis Moreau Gottschalk: Domenico Di Leo e Stefano Zenni rileggono la figura e la musica del grande compositore di New Orleans nell’appuntamento di questa sera alle ore 21 al Teatro Massimo di Pescara del cartellone della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”.
Esiste un legame tra Chopin e le musiche degli schiavi africani a New Orleans? Quale filo lega il ragtime e il tango, le danzas cubane e la musica afroperuviana? Come è possibile che nel XIX secolo i tamburi della santería si siano uniti a un’orchestra sinfonica? Tutte queste domande trovano risposta in un nome: Louis Moreau Gottschalk (1829-1869), tra i più grandi pianisti romantici ma soprattutto il più importante compositore statunitense dell’800. Nativo di New Orleans, cresciuto a Parigi, concertista giramondo e di successo, sepolto a Rio de Janeiro, Gottschalk è stato il primo moderno promotore della fusione tra musica classica europea e musiche popolari afroamericane. Nel suo vasto e spettacolare repertorio, in cui non mancano felici esplorazioni del folklore spagnolo, spiccano capolavori in cui scorrono ritmi bantu, canti antillesi, danze cubane che si fondono con le atmosfere di Chopin e il virtuosismo lisztiano (ma con forti influenze anche di Thalberg e Alkan, in breve con il più avventuroso pianismo ottocentesco). Ne scaturisce una musica elettrizzante e di eccezionale originalità, che getta ponti tra culture lontane e anticipa la fioritura dei generi afroamericani del XX secolo, dal ragtime allo choro, dal son al tango. Personaggio singolare e discusso, viaggiatore aperto e curioso, acuto osservatore degli eventi storici del suo tempo, cittadino del mondo politicamente sensibile, musicista senza steccati e confini stilistici, Gottschalk non è solo una figura unica del romanticismo ma incarna il prototipo del musicista globale del nostro tempo. Nonostante il grande interesse artistico, storico-culturale della sua musica e il fascino romantico e romanzesco della sua figura di uomo e compositore e il successo strepitoso dei suoi concerti da divo del pianoforte, dopo la morte Gottschalk è stato relegato in un angolo buio della Storia della Musica. Gli ascoltatori saranno accompagnati dalle parole del musicologo Stefano Zenni, che introdurranno, spiegheranno e commenteranno le esecuzioni di Domenico Di Leo, oggi uno dei pochi pianisti italiani in grado di affrontare Gottschalk sul piano sia virtuosistico sia idiomatico, tra gesto spettacolare e swing afroamericano.