Economia

Caro energia, ecco il decreto da 5 miliardi per le bollette degli abruzzesi

24 Febbraio 2026

Approvato il disegno di legge per alleggerire i costi a carico di famiglie e imprese. Previsto un bonus sociale da 115 euro per le famiglie in difficoltà che si aggiunge ai 200 euro già previsti, portando lo sgravio complessivo a 315 euro

PESCARA. Una manovra che vale oltre 5 miliardi di euro per ridurre il peso delle bollette sulle spalle di famiglie e aziende. Queste le coordinate entro cui si muove il nuovo decreto Energia che la scorsa settimana ha ricevuto il via libera dal consiglio dei ministri. Il provvedimento «avrà un impatto rilevante, andando a toccare una delle priorità che ci eravamo dati sin dall’inizio», ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social. Tra sconti, agevolazioni e modifiche ad hoc del calcolo dei costi delle utenze, sono tante le novità introdotte dal decreto che impatteranno sui portafogli degli abruzzesi. Vale la pena riepilogarle.
FAMIGLIE E BOLLETTE
Il versante più sensibile della manovra è sicuramente quello dedicato alle famiglie, da anni alle prese con le conseguenze della crisi energetica causata dalla chiusura dei rubinetti del gas russo. Il decreto rafforza il bonus sociale dedicato a oltre 2,7 milioni di nuclei familiari in difficoltà. Per loro è stato introdotto un ulteriore sconto di 115 euro sulle bollette che si aggiunge ai 200 già previsti, portando lo sgravio complessivo a 315 euro, circa la metà del costo medio annuo delle utenze. Nella stessa direzione va il disaccoppiamento «di fatto» del prezzo dell’energia da quello del gas, mentre suscita più di qualche interrogativo il taglio da almeno 60 euro annui sulle bollette per le famiglie con Isee sotto i 25mila euro che non percepiscono bonus sociali. I dubbi su questo punto nascono dal fatto che lo sconto dipenderà dalla volontà delle singole aziende energetiche. In cambio dell’agevolazione, il governo ha promesso un riconoscimento in termini di visibilità che potrà essere usato a fini commerciali.
IL CAPITOLO ETS E L’UE
Ma la voce più importante del decreto è quella dedicata allo scorporo degli Ets – la tassa europea sulle emissioni – dal prezzo delle rinnovabili. Secondo i calcoli del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica guidato da Gilberto Pichetto-Fratin, da solo lo scorporo abbatterebbe il costo delle bollette elettriche degli italiani di circa 3 miliardi di euro. Una mossa che Meloni definisce «coraggiosa» e che potrebbe incidere in maniera significativa sul peso delle bollette, ma che non diventerà realtà prima del via libera dell’Unione europea. Attualmente, infatti, la tassazione sulle modalità più inquinanti di produzione energetica contribuisce a determinare il prezzo di tutte le forme di energia, comprese quelle green e, se da una parte lo scorporo potrebbe essere la soluzione più logica per quello che appare come un paradosso, dall’altra Bruxelles potrebbe bollarlo come un aiuto di Stato e quindi bocciarlo.
IL CARBURANTE PER LE IMPRESE
Sul fronte delle imprese, è previsto un contributo sulla bolletta elettrica pari a 431 milioni di euro per il 2026, 500 milioni per il 2027 e 68 milioni per il 2028, destinato a tutte le aziende. Il beneficio si tradurrà in uno sconto di 3,4 euro per megawattora nel 2026, di 4 euro nel 2027 e di 0,54 euro nel 2028. Le risorse necessarie deriveranno da un incremento di 2 punti percentuali dell’aliquota Irap applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico. Ha fatto più rumore il taglio degli incentivi alle bioenergie (bioliquidi, biomasse, biogas), criticato duramente dalle organizzazioni agricole, che secondo le stime del Mase porterà nel 2026 a un risparmio per le aziende di quasi 400 milioni, che diventeranno 670 milioni nel 2027. Un ulteriore contributo di 850 milioni di euro destinato alle imprese corrisponde a uno sconto di 6,8 euro per megawattora. In questo caso, le risorse proverranno dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, versati dai venditori, nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica.
GLI AIUTI ALLE PMI
A sostegno delle piccole medio imprese, poi, il decreto promuove il ricorso ai contratti di fornitura a lungo termine, che favoriscono l’acquisto di energia pulita a costi inferiori e più stabili nel tempo. Interessante anche l’incentivo alla creazione di gruppi aggregati di imprese di piccole dimensioni per l’acquisto di energia attraverso una piattaforma pubblica. Secondo quanto dichiarato dalla premier, lo sconto complessivo sulla bolletta per le piccole medio imprese potrebbe arrivare, tra elettricità a gas, a 19mila euro l’anno.
LE REAZIONI
Confindustria, che da tempo era in pressing sul tema, «accoglie con favore» le misure, pur chiedendo di monitorare l'impatto sul settore energia e di trattare con l’Unione europea per ridurre i costi a carico delle imprese. Anche Confcommercio «valuta positivamente» il decreto, perché include «tutte le categorie di impresa». Apprezzamento anche dalle associazioni artigiane Cna e Confartigianato. Il Codacons, invece, esprime una «totale insoddisfazione», mentre l’Unione nazionale consumatori «sospende il giudizio in attesa di vedere il testo». Il Wwf teme che «si sia ribaltato il principio chi inquina paga» e che «lo sconto vada forse a vantaggio delle imprese, ma a discapito delle spese delle famiglie e dei ceti medio-bassi». 
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