Pratola Peligna: tentano di adescare un 13enne, caccia ai responsabili

Il minore è stato avvicinato da due uomini a bordo di un furgone. Il padre ha presentato denuncia. Comunità sotto choc
PRATOLA PELIGNA. «Vieni qui con noi. Ti dobbiamo dire una cosa». Queste le parole pronunciate ieri mattina, nei pressi della sede dell’ex giudice di pace a Pratola Peligna, da due uomini nordafricani che si trovano a bordo di un furgone da lavoro con il vetro rotto. I due, intorno alle otto, avrebbero tentato di avvicinare un ragazzino di tredici anni che passava a piedi in quella zona per raggiungere l’edificio scolastico. «Mi hanno chiamato dicendo di andare verso il furgone, ma io ho risposto che non li conoscevo. Loro però insistevano. Mi sono molto spaventato», ha riferito il ragazzo al padre, che ha denunciato pubblicamente l’episodio prima di recarsi nella caserma dei carabinieri per formalizzare la denuncia.
Il tredicenne, dopo aver rifiutato l’invito dei due, colto da agitazione, ha videochiamato il padre per far capire all’automobilista e al passeggero che non aveva gradito quell’invito. Poi la corsa a piedi verso la scuola. «Mio figlio è particolarmente scosso. In quel momento ero al lavoro e non potevo raggiungerlo. Ma ora metto tutto nero su bianco in caserma perché quanto accaduto deve spingere a riflettere», continua il padre del ragazzo.
L’uomo aveva segnalato il caso anche sulla chat di Whatsapp di alcuni amici e genitori. Messaggio che era finito anche sulla pagina Facebook ufficiale del Comune con la sindaca Antonella Di Nino che aveva chiamato il comandante della stazione di Pratola per chiedere pattugliamenti nei singoli quartieri. «Appena ricevuto il messaggio ho informato i carabinieri affinché potessero perlustrare il territorio comunale», sottolinea Di Nino.
Al momento non risultano episodi concreti di aggressione, ma l’accaduto ha generato forte apprensione nella comunità pratolana, soprattutto per il coinvolgimento di minori e per la dinamica segnalata. Le forze dell’ordine invitano a mantenere alta l’attenzione e a segnalare tempestivamente eventuali situazioni sospette sul numero unico di emergenza 112. La segnalazione, a quanto pare, non risulta tracciata dalla centrale operativa.
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