Dall’esordio al primo gol, Brugman sfida il passato

L’uruguaiano fu acquistato dai toscani quando era poco più che quindicenne. Con gli azzurri segnò in serie B ad appena 18 anni: «La mia famiglia piangeva»
PESCARA. Gastón Brugman è il volto della corsa salvezza del Pescara. Un direttore d’orchestra che, bacchetta in mano, detta i tempi e disegna calcio in mezzo al campo. Oggi, alle 15, in una sfida cruciale per il cammino dei biancazzurri, incrocia il suo passato. Era poco più di un bambino quando, con la maglia del Peñarol, un collaboratore di Mino Raiola lo nota in un torneo giovanile. Basta uno sguardo. L’intuizione diventa proposta, la proposta scelta di vita: a soli 15 anni Brugman lascia tutto e vola in Italia. Destinazione Empoli. È lì che muove i primi passi nel calcio europeo. Aggregato alla Primavera cresce, impara, accelera.
Poi l’esordio tra i grandi: 5 marzo 2011, Empoli-Modena 0-1. Ha appena superato i 18 anni. Quella azzurra diventa una tappa chiave. Per la sua carriera calcistica, ma anche per l’uomo. Con i toscani mette insieme 20 presenze e due gol nelle prime stagioni da professionista, lasciando intravedere qualità e personalità. E proprio a Empoli è legato uno dei ricordi più forti della sua carriera: «La mia seconda partita in Serie B, contro il Vicenza», racconta, «è uno dei momenti più belli della mia vita. Avevo 17 anni e segnai l’1-1. In tribuna c’era tutta la mia famiglia: li cercai con lo sguardo durante l’esultanza, piangevano a dirotto».
Poi il trasferimento a Pescara e l’inizio di un percorso che lo lancerà tra i grandi. Per il direttore d’orchestra uruguaiano sarà una sfida tra presente e passato, tra uomo e bambino. L’esperienza che ha accumulato nella sua carriera fa ben sperare il Pescara e le ultime prestazioni stanno dando ragione a chi ha voluto scommettere ancora su di lui. Oggi torna lì, tra le colline toscane, dove tutto è cominciato. Ma non è più un ragazzo in cerca di spazio. È il leader tecnico ed emotivo del Delfino. L’uomo a cui affidare palloni e speranze di una corsa salvezza che da sogno può diventare realtà. E in una partita che può valere una stagione, il passato resta sullo sfondo. Perché adesso Brugman è concentrato sul finale da scrivere. Un finale speciale da regalare ai tifosi biancazzurri.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

