Calcio serie B

Borgonovo, Inter e gloria: Cagnano arma silenziosa

20 Marzo 2026

Il terzino equilibratore del “nuovo” Pescara. Mercoledì il primo gol in serie B. Scoperto dall’ex bomber biancazzurro, è cresciuto ispirandosi a Maicon

PESCARA. Il filo che lo lega a Pescara fin da quand’era bambino è il talento dell’indimenticabile Stefano Borgonovo. Andrea Cagnano è nato calcisticamente nel piccolo centro di Mariano Comense, vicino Como, nella scuola calcio dello Xenia, società dilettantistica che aveva tra i suoi consulenti e talent scout proprio l’ex attaccante del Pescara del 1992/1993, morto di Sla a soli 49 anni nel 2013. Grazie agli insegnamenti e agli incoraggiamenti dell’ex bomber di Milan e Fiorentina, il piccolo Cagnano nel giro di due anni si trovò a spiccare il volo dal suo paesino per sbarcare nientemeno che all’Inter.
In nerazzurro una trafila lunga e costellata di successi, fino allo scudetto vinto con la Primavera di Vecchi nel 2016/2017, in un gruppo di grandi nomi, a partire dall’attuale attaccante del Sassuolo Pinamonti (in quel gruppo anche un altro biancazzurro di oggi, il difensore Andrew Gravillon). La sua fonte d'ispirazione è il brasiliano Maicon fin da quand'era ragazzino. Cagnano è arrivato dall’Avellino senza troppo clamore nel mercato di gennaio, sovrastato mediaticamente dai colpi Brugman e, soprattutto, Insigne. Ma il suo arrivo è stato una manna dal cielo per Gorgone, a cui mancava un terzino sinistro di ruolo che gli permettesse di cambiare sistema di gioco e passare alla difesa a quattro.
L’esterno lombardo, però, ha fatto molto di più: ha dato equilibrio al reparto sapendo dosare alla perfezione folate offensive e ripiegamenti difensivi e ha aggiunto qualità alla manovra grazie ad un piede sinistro educato e di grande spessore per la categoria. Ricordate la palla in verticale per il gol di Di Nardo contro il Bari? Contro la Virtus Entella è andato anche oltre: sulla palla apparecchiata al limite dell’area di Caligara e Insigne ha piazzato il rasoterra vincente con cui ha sbloccato una partita complicata. Dopo 7 partite da protagonista silenzioso, si è preso la scena e l’ovazione dell’Adriatico per godersi appieno il suo primo gol in carriera in serie B. La sua storia calcistica racconta infatti di una lunga gavetta prima di questa esplosione maturata a 27 anni suonati.
Dopo due tornei Primavera con l’Inter (37 partite, 2 gol e 1 assist), la prima stagione da professionista l’ha disputata con la maglia del Santarcangelo, in serie C nella stagione 2017-2018: 15 gare e una rete per poi trasferirsi al Pisa in C. Nel 2018-1019 ha vestito la maglia della Pistoiese in C: 36 partite, 2 assist, poi due stagioni in C al Novara: 60 gare, 2 reti e 4 assist, prima di indossare la maglia del Como nell’estate del 2021. Con i lariani due stagioni in B con 40 presenze e un assist. Poi l’approdo al Sudtirol e, un anno fa, di nuovo la C ad Avellino. Promosso con gli irpini, non ha trovato molto spazio (solo 8 presenze) e, dopo qualche screzio con il tecnico Biancolino, ha deciso di cambiare aria lo sorso gennaio nonostante fosse amatissimo dai tifosi campani e dalla società. Accettando la sfida, che sembrava impossibile fino a poche settimane fa, di provare a salvare il Pescara per spiccare il volo (ma è in prestito secco dall'Avellino). Se oggi il Delfino può farcela, è anche grazie alla sua consacrazione tra i migliori terzini della B.
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