Italo-venezuelana residente in Abruzzo: «Questo è l’inizio della libertà»

Blitz dell’America nel paese Sudamericano, parla una volontaria di un'associazione umanitaria che porta aiuti a Caracas, dove è nata e cresciuta: «Siamo tutti in contatto diretto, l’allerta resta alta»
«La situazione è molto delicata, dobbiamo mantenere la calma: questo è l'inizio della libertà. Le persone a Caracas non devono uscire in strada. Noi italo-venezuelani in Italia è come se fossimo lì con loro, con quelli che sono rimasti in Venezuela: le emozioni sono le stesse. Siamo tutti in contatto diretto, minuto per minuto, tutti gli italo venezuelani nella capitale latina e quelli in Italia, e siamo molto emozionati, ma anche impauriti», racconta all'ANSA un'italo-venezuelana residente in Abruzzo, volontaria di un'associazione umanitaria che porta aiuti a Caracas, dove è nata e cresciuta.
«Sono tornata molte volte in Venezuela - spiega - ma non negli ultimi anni. Mi manca tantissimo: vivo in Abruzzo da trent'anni e sto bene. Vedremo anche in Europa come evolverà la situazione, perché nemmeno qui il quadro economico è florido. In seguito a quanto sta accadendo in Venezuela, molti italo-venezuelani potrebbero decidere di tornare in Italia: non tutti hanno fatto fortuna, mentre altri, che vivono qui da anni, non aspettano altro che poter rivedere il proprio paese».

