La birra made in Abruzzo adesso diventa un affare

I birrifici artigianali di Bellante, L’Aquila e Ancarano ora guidano il movimento. Il panorama brassicolo conquista ben nove medaglie alla fiera di Rimini
L’AQUILA. La birra artigianale abruzzese piace sempre di più. La nostra regione si conferma tra le più dinamiche del panorama brassicolo nazionale con 9 medaglie complessive conquistate alla 21ª edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti. La premiazione si è tenuta a Rimini, durante “Beer&Food Attraction”, nel trentennale del movimento craft italiano, che ha visto trionfare Birra dell’Eremo come birrificio dell’anno: dal primo fermento del 1996, la birra artigianale è ormai parte integrante dell’agroalimentare Made in Italy. La birra artigianale made in Abruzzo diventa un affare e alimenta un indotto economico. Il bilancio regionale è di tre ori, tre argenti e tre bronzi: un risultato che certifica solidità produttiva e crescita qualitativa del comparto. Protagonista assoluto è Bibibir di Bellante, che firma 7 medaglie e conferma una notevole versatilità stilistica. Arrivano due ori con “Ddh Session Ipa” e “Easy Peasy Hop Squeezy Ipa”; due argenti con “White Shock” e “Witaly”; tre bronzi con “6A”, “Jason” e “BibiDunkel”. A completare il medagliere abruzzese c’è l’oro di Anbra – Anonima Brasseria Aquilana (L’Aquila) con “Diamond” e l’argento di Birrificio Humus di Ancarano con “St Simplicius”. Un risultato che conferma la qualità del territorio anche negli stili di ispirazione belga ad alta gradazione. La partecipazione di “Birre d’Abruzzo” alla manifestazione “Beer&Food Attraction”, alla Fiera di Rimini, è stata fortemente voluta dalla Regione come vetrina di rilievo internazionale, con oltre 600 espositori, più di 1.200 brand rappresentati e oltre 130 buyer provenienti da circa 40 Paesi. La Regione Abruzzo con il dipartimento Agricoltura promuove ogni anno l’evento “Birre d’Abruzzo”, giunto alla terza edizione nel 2025, che verrà replicato a Pescara il prossimo autunno. Istituita con la legge regionale 15 marzo 2021, su iniziativa del capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, la manifestazione rappresenta un tramite per valorizzare e sostenere la produzione birraia artigianale e agricola abruzzese. Non a caso, i birrifici agricoli e artigianali regionali hanno partecipato alla fiera di Rimini sotto un unico marchio identitario, “Birre d’Abruzzo”, in uno spazio espositivo condiviso che testimonia la maturità e la coesione raggiunte dal comparto brassicolo regionale. «La presenza della Regione Abruzzo alla più importante fiera del settore conferma che la nostra filiera brassicola è oggi una realtà strutturata, competitiva e capace di affermarsi anche sui mercati esteri. Per l’Abruzzo», dice D’Incecco, «si è trattato della prima partecipazione all'evento. Un esordio che ha registrato risultati estremamente positivi e che dimostra come la strada intrapresa sia quella giusta», continua D’Incecco, primo firmatario della legge numero 5 del 15 marzo 2021 “Norme per la promozione e la valorizzazione della birra agricola e artigianale”. La manifestazione è stata organizzata grazie al supporto dell’Arap. Lo stand Abruzzo ha fatto registrare una forte affluenza di pubblico e professionisti del comparto, affermandosi come punto di riferimento per degustazioni, incontri business e momenti di approfondimento dedicati al settore brassicolo regionale. Particolare interesse ha suscitato la filiera abruzzese, raccontata nella sua interezza: dall’utilizzo delle materie prime regionali, a partire dall’acqua e dalle produzioni agricole locali, fino al prodotto finito, autentica espressione di un “Made in Abruzzo” capace di coniugare qualità, identità territoriale e sostenibilità. Nel corso dell’evento si sono tenuti 23 incontri B2B, tra cui due con importanti distributori internazionali, che hanno manifestato interesse verso i prodotti abruzzesi e confermato la loro partecipazione alla prossima edizione di “Birre d’Abruzzo”, in programma a novembre. I buyer, provenienti da diverse parti del mondo, hanno apprezzato in particolare la qualità e le potenzialità di mercato delle produzioni regionali, aprendo prospettive di collaborazione sia a livello nazionale sia internazionale. «Questa partecipazione e il successo registrato», spiega D’Incecco, «rappresentano il naturale sviluppo della legge che promuove il nostro prodotto brassicolo come Marchio Abruzzo. Un lavoro che ha posto le basi per strutturare e valorizzare un comparto in costante crescita e sempre più rappresentativo dell’identità agricola abruzzese». Soddisfazione è stata espressa anche da Emanuele Imprudente, vicepresidente della giunta regionale e assessore all’Agricoltura della Lega, che ha sostenuto il percorso di promozione del settore riconoscendone il valore strategico in termini di sviluppo economico e apertura ai mercati. «Ora si guarda al futuro», dicono D’Incecco e Imprudente, «con l’obiettivo di consolidare la presenza nelle principali fiere internazionali di settore, rafforzando ulteriormente la promozione delle eccellenze brassicole e sostenendo la crescita di un comparto agricolo che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel panorama produttivo regionale».

