Referendum, Marsilio: «Peccato, non me l’aspettavo». Sigismondi: «Hanno vinto le bugie». Acerbo: «Viva l’Italia antifascista»

Le reazioni nella nostra regione dopo la vittoria del No. Sospiri: “Prendiamo atto della volontà del popolo italiano, l’esito del voto va rispettato”
PESCARA. Gli italiani hanno detto No e la riforma della Giustizia non è passata. Tante le reazioni in Abruzzo.
«Prendo atto della volontà popolare e del risultato», dice Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo. «Mi dispiace perché si tratta di un’occasione persa per riformare la giustizia, ho sostenuto con convinzione le ragioni del Sì. L’Abruzzo è subito dopo le tre regioni dove ha vinto il Sì, come percentuale di favorevoli, ma questa è una magra consolazione. Dobbiamo interrogarci su cosa non ha funzionato, visto che tutti i sondaggi davano questo risultato con il Sì che cresceva proporzionalmente all’affluenza. Quando ho visti i primi exit poll sono rimasto sorpreso. Non me lo aspettavo».
SOSPIRI. "Il primo Padre Costituente della nostra Repubblica è il popolo italiano che si è espresso attraverso il Referendum non condividendo e non approvando la nostra proposta di riforma della magistratura. Ne dobbiamo prendere atto e il popolo va rispettato". E' quanto dichiara il presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Lorenzo Sospiri, esponente di Forza Italia nella maggioranza guidata, in Abruzzo, dal presidente Marsilio di FdI. "È evidente - prosegue - che non siamo stati sufficientemente bravi a comunicare ai cittadini il reale significato del voto e i contenuti positivi di una riforma necessaria. Un voto che, comunque, non incide sulla fiducia del Paese rispetto all'azione di governo del centrodestra, i voti ce li riprenderemo in occasione delle prossime scadenze politiche". "Ovviamente l'esito delle urne deve farci riflettere sul contenuto della riforma che non siamo riusciti a far capire come avremmo voluto - sottolinea Sospiri -. Ancora una volta il centrodestra ha dato prova di grande lealtà nei confronti dei cittadini, chiedendo a tutti loro di esprimersi sul tema, ben consapevoli della sua complessità e dei suoi tecnicismi, ma trattandosi di una materia tanto delicata era giusto permettere agli italiani di esprimersi in modo diretto. Al netto delle strumentalizzazioni, questo non rappresenta certamente un voto politico di preferenza e lo dimostreremo nei prossimi appuntamenti alle urne, come del resto è accaduto a Pescara appena due settimane fa".
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista: «Viva l’Italia antifascista che, con uno straordinario miracolo di partecipazione popolare, ancora una volta ha salvato la Costituzione nata dalla Resistenza. Ora uniamoci per mandare a casa Giorgia Meloni e impedire alla destra di fare altri danni. Ha vinto il NO al tentativo di mettere in discussione l’autonomia della magistratura, cardine della nostra democrazia costituzionale. È un voto contro la corruzione, le mafie, la demagogia razzista e forcaiola. È ora di smetterla con i tentativi di stravolgere la Costituzione. Escono sconfitti Giorgia Meloni e gli eredi di Almirante, Licio Gelli e Berlusconi. Escono battute le due destre, quella fascioleghista e berlusconiana e quella che per troppo tempo ha egemonizzato il centrosinistra. Si può vincere senza Calenda, la Picierno, Minniti e tutta quella che hanno cercato di spacciare come sinistra per il SI, il Foglio e il Corriere della Sera. Siamo di fronte al fallimento di Giorgia Meloni, principale vassalla di Trump in Europa, che non ha affrontato nessun problema del popolo italiano ma si è messa al servizio dei soliti gruppi di potere e privilegio. Il risultato clamoroso dimostra che l’attuazione della Costituzione è la base su cui va costruito un fronte unitario che sconfigga la destra alle prossime politiche. Tanti giovani hanno contribuito a questa vittoria dopo aver contestato la complicità col genocidio. Invitiamo tutto il popolo della Costituzione a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione nazionale NO KINGS contro il riarmo e la guerra che si svolgerà in contemporanea con gli Stati Uniti e altre capitali europee».
Il senatore Etelwardo Sigismondi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia: «Hanno vinto le bugie della sinistra, ma il voto degli italiani va rispettato, va preso atto che il governo e la sua maggioranza hanno fatto ciò che era stato scritto nel programma elettorale, ovvero riformare la giustizia. E non cambio la mia idea perché questa era e resta una riforma di buon senso. È stata persa una grande occasione per modernizzare la magistratura. E non dimentichiamo che siamo stati noi a chiedere il voto referendario agli italiani, perché era sacrosanto ascoltare il loro parere».
Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito democratico: «La vittoria del NO ferma una riforma sbagliata. Gli italiani non si sono fatti prendere per il naso e hanno respinto un progetto inutile e pericoloso. Ora il Governo dia finalmente risposte al Paese, se ne è capace. Felice per il contributo dell’Abruzzo. L’esito del referendum sulla giustizia, con la netta prevalenza del NO, consegna un messaggio politico inequivocabile: la Costituzione non si cambia a colpi di forzature e propaganda. Le italiane e gli italiani hanno risposto con una partecipazione davvero poderosa, che non si registrava da anni. Sono felice e soddisfatto del risultato, innanzitutto perché è un chiaro stop a una riforma pericolosa e sbagliata, che avrebbe meritato ben altro confronto nel Parlamento e nel Paese. Gli italiani hanno dimostrato che non ci stanno a farsi prendere per il naso, anche a fronte dei toni fuori misura della Presidente del Consiglio, secondo cui la vittoria del NO avrebbe significato liberare stupratori e criminali. Una propaganda inaccettabile che è stata respinta con forza. Il dato politico è chiaro: sono stati il Governo e la Meloni a politicizzare questo referendum, approvando la riforma senza permettere che nemmeno una virgola venisse modificata in Parlamento, trasformando la contesa in uno scontro e rivendicandola come parte del proprio programma elettorale. Ma i cittadini hanno risposto nel merito, con la sonora bocciatura a una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia e senza connessione con le priorità del Paese, in un momento in cui l’Italia è alle prese con questioni fondamentali come la guerra, i rincari, la sanità, il lavoro e l’economia in stallo, hanno costretto il Paese a discutere di una riforma che non avrebbe inciso sui problemi reali delle persone. Anche per questo il NO è stato così netto. Il Governo rifletta, su questa idea di spaccare e dividere le istituzioni e il Paese, su questo continuo tentativo di cercare alibi alla propria inerzia e sempre nuovi nemici: dell’opposizione, ai giornalisti, alla magistratura e sull’idea di lanciare sempre un nuovo fumogeno per cercare di distrarre l’attenzione dalle priorità del Paese e dei cittadini, che hanno alzato la voce. Il dato della partecipazione, con quasi il 60 per cento dei votanti è un segnale politico chiaro: la domanda di democrazia è viva e forte. Anche l’Abruzzo ha parlato con chiarezza, con una netta vittoria del NO, dopo una mobilitazione ampia e consapevole in questi mesi, con uno straordinario lavoro dei comitati e di tutti i soggetti che hanno promosso il NO. Il mio ringraziamento affettuoso alle democratiche e ai democratici, che sono un pezzo importante, nella nostra regione e nel Paese, di questa vittoria storica. Sta a noi, alle forze politiche e alle istituzioni, raccogliere questo segnale e trasformarlo in ascolto, apertura e responsabilità. Perché partecipazione significa fiducia, e la fiducia si costruisce con scelte credibili, con trasparenza e con la capacità di dare risposte concrete ai bisogni delle persone e dei territori. Lo stop a questo scellerato progetto dice chiaramente che i cittadini contano e sono stanchi di essere presi in giro. Non poteva esserci miglior segnale per le sfide che ci aspettano».
Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici dell’Abruzzo e Coordinatore nazionale della Segreteria PD: «Il risultato del voto non lascia dubbi: la magistratura e la giustizia non sono controllabili dal governo. Si tratta di un dato politico importante, anche alla luce dell’alta affluenza, che va oltre il merito stesso della riforma. Gli italiani hanno voluto mandare un segnale chiaro: c’è scontentezza, c’è rabbia nei confronti dell’operato del governo e c’è soprattutto un grande bisogno di alternativa. Un dato ancora più significativo riguarda le nuove generazioni: tra gli under 30 il NO vince con oltre 20 punti di distacco, a dimostrazione di come questa vittoria passi anche dal grande apporto delle giovani e dei giovani. Da oggi deve partire un percorso politico serio con l’obiettivo di costruire una coalizione e un programma in vista delle elezioni politiche del 2027, aperto a tutte le forze che vogliono esserci. Serve realizzare un’alternativa che non sia solo contrapposizione, ma una credibile proposta di governo per il Paese. In questo risultato c’è anche il grande lavoro dei Giovani Democratici d’Abruzzo, che in queste settimane hanno animato una campagna capillare tra strade, piazze e mercati, parlando con le persone e riportando il confronto politico tra i cittadini. Un impegno che continuerà nei prossimi mesi, proprio in vista della costruzione di questa alternativa. Ora è il momento di dare risposte concrete: serve subito una legge strutturale per il voto fuorisede. L’onda dei fuorisede, che anche grazie al grande impegno dei Giovani Democratici hanno partecipato come rappresentanti di lista, è stata straordinaria e dimostra quanto sia forte la domanda di partecipazione delle nuove generazioni. Anche in Abruzzo il NO ha vinto. È un segnale politico chiaro dopo sette anni di governo regionale del centrodestra a guida Marsilio. Anche qui deve aprirsi una nuova fase: costruire un’alternativa credibile, radicata nei territori e capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini e a difesa dei diritti e della Costituzione».
Il deputato del Pd Luciano D’Alfonso: «Il Referendum costituzionale sul tema Giustizia si è chiuso in modo chiaro e inequivocabile: ha vinto il No rispetto a una proposta di riforma improvvisata, viziata, manchevole di studio e di approfondimento, e che piuttosto ha fatto emergere le reali necessità per il rispetto delle reali garanzie di equità e verità nell’interesse dei cittadini. La giornata odierna deve rappresentare l’apertura di un autentico capitolo di iniziativa e volontà: ora si facciano le vere riforme, che devono essere appropriate, equilibrate, riforme che non generino ‘mostri’, né di doppi CSM, né di superpoliziotti. Apriamo da questo momento un cantiere di riforme che abbia la capacità e gli strumenti per facilitare le garanzie del cittadino quando è solo davanti alla macchina della giustizia e ha diritto a tutele di dignità, di rispetto e di quelle volontà investigative utili a dimostrare la verità e non la verosimiglianza attraverso un confronto dialogico che non trascuri nulla, men che meno le prove a favore dell’indagato. La giustizia non merita di essere deglutita né da patti elettorali né da storie che derivano dal passato».
Nota congiunta dell’assessore regionale Mario Quaglieri e del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Abruzzo, Massimo Verrecchia: «È stato un confronto democratico importante, nel quale ha vinto la partecipazione e si è affermato il No a livello nazionale. Tuttavia, in Abruzzo emerge un dato politico significativo: l’unica provincia in cui ha prevalso il Sì è quella di L’Aquila, trainata in particolare dai comuni della Marsica. Ancora più rilevante è il risultato di Avezzano, unico comune di grandi dimensioni della regione dove il Sì risulta maggioritario. Si tratta di un segnale politico chiaro che premia un lavoro capillare sul territorio e una presenza costante tra i cittadini. Insieme abbiamo intrapreso un’iniziativa unitaria girando anche con un camper per raggiungere i comuni e per garantire un rapporto sempre diretto con i cittadini. I risultati premiano il nostro lavoro. Nei comuni della Marsica abbiamo riscontrato entusiasmo, partecipazione e un forte senso di coinvolgimento, frutto di un impegno quotidiano e diretto. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa campagna elettorale – concludono – dai militanti ai cittadini che hanno scelto di informarsi, partecipare e sostenere le ragioni del Sì. Il risultato ottenuto nella provincia aquilana e in particolare ad Avezzano, Trasacco e la Marsica intera, rappresenta una base solida da cui partire per continuare a costruire un percorso politico serio e radicato nei territori. Un plauso infine – concludono Quaglieri e Verrecchia – anche alla Valle Peligna con in testa Sulmona dove, seppur di poco, è prevalso il Sì».

