Pescara, tutto in una notte. Gorgone si affida al destino

Il Delfino deve battere lo Spezia e sperare negli incastri favorevoli delle altre gare
PESCARA
È l’ultima giornata del campionato di serie B, alle 20.30 allo stadio Adriatico Cornacchia il Pescara affronterà lo Spezia ( dirige Doveri di Roma 1) per alimentare quella fiammella di speranza che ancora resta per agganciare la zona playout.
Le combinazioni favorevoli. Per giocare gli spareggi il Pescara deve battere lo Spezia, il Catanzaro deve battere il Bari e una tra Entella, Empoli e SudTirol non deve vincere. È un incastro difficilissimo ma finché c’è speranza c’è l’obbligo di crederci. E c’è l’ennesima risposta del pubblico di fede biancazzurra: questa sera ci saranno ancora tantissimi tifosi pronti a spingere Bettella e compagni. Ieri nella conferenza stampa prepartita il tecnico Giorgio Gorgone ha parlato a lungo con grande onestà intellettuale e ha risposto a tutte le domande. Con chiaro riferimento al rigore di Padova. «Non è stata una settimana facile, dopo Padova è stata una mazzata terribile. C’è una partita importante con lo Spezia, non dipende solo da noi. Nessuno mette in dubbio che il Catanzaro con il Bari farà la sua partita. La delusione e le rabbia nascono dal fatto che non siamo padroni del nostro destino. Sul rigore? Non ho tanto da aggiungere. A mente fredda se oggi uno mi dovesse chiedere… Scegli Russo? Direi di no. C’erano altri potenziali rigoristi oltre a Di Nardo e Insigne. Lorenzo aveva un problema al ginocchio, in campo si è parlato ed è venuto fuori Russo. Io in campo non ho visto incertezza su Russo. C’è stato un tacito consenso nel far calciare Flavio. Se avessi visto incertezza sarei intervenuto. Qualcuno in campo forse ha reputato che era meglio far calciare Russo. Io avrei dovuto cambiare un rigorista? Sinceramente non lo farei. Il rigore è 50% tecnica e il resto è mentale. Per me calciava Lorenzo fino a qualche secondo prima. Doveva calciare un corner? Nessuno ha esultato al rigore? In panchina non ero solo. C’era il presidente, c’era il direttore. Io sono un ottimista di natura, pensavo di fare gol. Stavo preparando i cambi con Altare e Faroni per Insigne e Letizia. Capiamo che Lorenzo non tira il rigore per il fastidio al ginocchio. In quel momento Russo era quello che se la sentiva di più. In passato mi è capitato che intervenissi, si sbagliò quel rigore e mi accusarono di aver sbagliato con il mio intervento. Fossi stato in Russo avrei aspettato a prendere quella palla».
E poi Gorgone ancora risponde sulle occasioni salvezza buttate al vento. «Potevo fare di più io con i cambi visto che abbiamo sempre subito rimonte? Possibile, a Padova infatti stavo mettendo Altare e Faraoni. Ma tra Samp, Carrarerese e Padova abbiamo avuto tre match ball clamorosi. I risultati negativi che sono maturati però sono condizionati dall’errore di Meazzi con la Samp, da quello di Lorenzo dopo il palo di Meazzi a Carrara e dal rigore. Ce ne fosse andato bene uno parlavamo di altro». Gorgone continua la sua conferenza, risponde a tutto e senza peli sulla lingua. «Oggi trovarsi qui fa rabbia. Rimpianti? Magari questa squadra doveva saper tirare fuori la capacità di mantenere il risultato. Non rifarei il cambio di Letizia con la Samp, non rifarei Olzer punta con il Catanzaro. Ma stiamo parlando con il senno del poi. La partita con lo Spzia?Sarà surreale. Due squadre con un solo risultato ma dipenderà da quello che succederà sugli altri campi. Lo scorso anno loro stavano giocando la finale per la promozione in A».
Le scelte. Nel tardo pomeriggio di ieri rifinitura a Silvi ma il tecnico biancazzurro solo oggi farà le scelte. Non si è allenato Cagnano, Letizia sta meglio ed è ballottaggio a tre con Gravillon nel ruolo di terzino sinistro. Sta bene Acampora che insidia Olzer sulla trequarti. Nel 4-3-2-1 di partenza Saio tra i pali, Faraoni, Capellini, Bettella e Letizia in difesa. Mediana con Brugman Valzania e Caligara mentre in attacco Insigne e Acampora (Olzer) giocheranno a supporto di Di Nardo. La speranza per questa sera? Affidata al pensiero di Gorgone, «Se il Dio del calcio volesse premiare un percorso…». Non resta che incrociare le dita.
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