Gorgone: «Il calcio sa regalare sorprese… Il rigore? Non lo farei ritirare a Russo, ci sono altri specialisti»

Domani sera la sfida tra Pescara e Spezia (ore 20.30, stadio Adriatico): ultima giornata di campionato. Ancora il tecnico: «Nessuno ha esultato per il penalty? In panchina non ero solo: c’era il presidente e c’era il direttore»
PESCARA. A circa 24 ore dall’ultima delicatissima sfida interna contro lo Spezia del pescarese Luca D’Angelo, il tecnico biancazzurro Giorgio Gorgone ha parlato nella conferenza stampa della vigilia. Non è stata una settimana facile per gli abruzzesi, data anche la rabbia e la delusione non ancora smaltita completamente dopo la vicenda del rigore assegnato contro il Padova (e poi sbagliato dai biancazzurri) dopo revisione del VAR, a 10 minuti dal triplice fischio del direttore di gara.
«Settimana pesante, con tanta delusione e tanta rabbia. Non è stata una settimana facile», dice Gorgone, «dopo Padova è stata una mazzata terribile. C’è ora una partita importante con lo Spezia, ma non dipende solo da noi. Nessuno mette in dubbio che il Catanzaro con il Bari farà la sua partita. La delusione e le rabbia nascono dal fatto che non siamo più padroni del nostro destino. Abbiamo rincorso una salvezza per tanto tempo, con quel rigore potevamo giocarci la salvezza diretta. C’è tanta rabbia».
Ancora sul rigore. «Non ho tanto da aggiungere. A mente fredda, se oggi uno mi dovesse chiedere “scegli Russo?”, direi di no. C’erano altri potenziali rigoristi oltre a Di Nardo e Insigne. Lorenzo aveva un problema al ginocchio, in campo si è parlato ed è venuto fuori Russo. Io in campo non ho visto incertezza su Russo. C’è stato un tacito consenso nel far calciare Flavio. Se avessi visto incertezza sarei intervenuto. Qualcuno in campo forse ha reputato che era meglio far calciare Russo. Io avrei dovuto cambiare un rigorista? Sinceramente non lo farei. Il rigore è 50% tecnico e il resto mentale. Per me calciava Lorenzo fino a qualche secondo prima».
Insigne doveva calciare un corner? Nessuno ha esultato al rigore? Sono queste le domande dei tifosi… «In panchina non ero solo. C’era il presidente, c’era il direttore. Io sono un ottimista di natura, pensavo di fare gol. Stavo preparando i cambi con Altare e Faroni per Insigne e Letizia. Io parlo solo di questo. Capiamo che Lorenzo non tira il rigore per il fastidio al ginocchio. In quel momento Flavio Russo era quello che se la sentiva di più. In passato mi è capitato che intervenissi, si sbagliò quel rigore e mi accusarono di aver sbagliato. Fossi stato in Flavio Russo avrei aspettato a prendere quella palla. Oneri e onori, però. Con Insigne ho parlato, per me ha sbagliato a fare il post su Instagram. Ha capito che ha fatto una cosa di pancia. Sebastiani aveva parlato prima di me e aveva detto che aveva il fastidio al ginocchio. Voleva battere il corner? Lui ha pensato che con il fastidio al ginocchio qualcuno potesse tirare meglio il rigore».
E ora? «Il calcio riserva delle sorprese che nessuno si aspetta, spero che la rabbia si trasformi in voglia di vincere. Abbiamo sbagliato 3 match-ball (Samp, Carrara e Padova) senza scomodare Sudtirol. Oggi trovarsi qui fa rabbia. E pure tanto. Abbiamo sempre subito nei finali rimonte? E’ un dato di fatto. Ma Meazzi che ha fatto un campionato straordinario sbaglia clamorosamente il 2-0 con la Sampdoria. Idem il potenziale 3-1 di Carrara. In quelle situazioni di rimonte subite c’è anche un aspetto episodico».
Rimpianti? «Magari questa squadra doveva saper tirare fuori la capacità di mantenere il risultato. Non rifarei il cambio di Letizia con la Samp, non rifarei Olzer punta con il Catanzaro. Ma stiamo parlando con il senno del poi».
La partita con lo Spezia? «Sarà surreale. Due squadre con un solo risultato ma dipenderà da quello che succederà sugli altri campi. Lo scorso anno stavano giocando la finale per la A. Se il Dio del calcio volesse premiare un percorso…Un eventuale rigore? Ci sono i rigoristi come a Padova. Indisponibili? Da valutare Letizia e Cagnano. Valuteremo Acampora».

