Castel di Sangro in B, applausi e sorrisi per la squadra dei miracoli

Bagno di folla per l’anniversario della promozione nella serie cadetta. Presente anche il patron Gabriele Gravina (nella foto l’abbraccio con Osvaldo Jaconi)
CASTEL DI SANGRO. L’emozione ha travolto piazza Plebiscito, riaccendendo i riflettori su una delle pagine più incredibili del calcio italiano. Un bagno di folla straordinario, con tantissimi visitatori che ieri pomeriggio hanno affollato il cuore cittadino per l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata ai trent’anni della serie B.
All’esterno, a dominare la piazza, troneggiava un enorme striscione del Castel di Sangro, simbolo visivo di un legame mai scalfito dal tempo. L’evento ha richiamato in città i grandissimi protagonisti di quell’epoca calcistica irripetibile, guidati dal condottiero Osvaldo Jaconi e da una folta delegazione di ex calciatori.
Tra i presenti Cei, Michelini, Rebesco, Fusco, Alberti, De Amicis, Esposto, l'eroe dei rigori Spinosa, Bonomi, Bernardi, Minieri e Cristiano. Significativo l'abbraccio tra mister Jaconi e Gabriele Gravina.
Ad accogliere il parterre, con il sindaco Angelo Caruso, è intervenuto il prefetto Vito Cusumano. Successivamente, la marea giallorossa si è spostata al cinema-teatro Italia per la proiezione del docufilm Castel di Sangro Andata e Ritorno. La sala stracolma ha regalato un lunghissimo applauso all'ingresso degli eroi del 1996.
Visibilmente commosso Osvaldo Jaconi, il quale ha dichiarato: «Sembra ieri a vedere tutta questa gente così calorosa. Non è merito mio o dei ragazzi, ma vostro. Se oggi, dopo 30 anni, siamo ancora qui è perché voi ricordate e permettete a tutti di emozionarsi ancora».
Il mister è tornato sulla celebre intuizione del cambio di portiere a Foggia, spiegando che la fiducia di Gravina gli garantiva una serenità tale da poter osare qualsiasi mossa, portando quel gruppo fino al cospetto di club gloriosi come Inter o Fiorentina. Dal canto suo, l’attuale vicepresidente Uefa Gabriele Gravina ha riassunto l'essenza di quel percorso rifiutando il termine "miracolo". Ha spiegato che quell'impresa fu il frutto di un progetto costruito alla perfezione, nato da un seme in un terreno fertile, alimentato da visione, dedizione e un immenso amore.
Un cammino che ha forgiato l'orgoglio e l'identità del territorio, trasformando Castel di Sangro nella più bella realtà del turismo sportivo e ponendo le basi per la sua carriera ai vertici del calcio. Gravina ha ringraziato i suoi ragazzi, ricordando il nucleo storico capace di scalare le categorie dai dilettanti alla cadetteria.
Le celebrazioni, coordinate dall'assessore Simon Luca Raffone, anche oggi alle 11.30 allo stadio Teofilo Patini con un momento istituzionale al monumento "Biondi-Di Vincenzo". Alla presenza delle autorità, la cittadinanza si stringerà attorno alle famiglie dei tesserati, dei calciatori e dei collaboratori scomparsi negli anni, il cui ricordo resta un pilastro indissolubile della comunità.

