Calcio

In serie C arriva la “Riforma Zola” sui giovani: come funziona

26 Giugno 2026

Le nuove regole su salari, vivai, minutaggio e mercato volute dal vice presidente della Lega Pro

PESCARA. In serie C entra in vigore la Riforma Zola. Cambiano le regole per la valorizzazione dei giovani e per l’ottenimento dei relativi premi per il minutaggio per le società. Il Pescara è pronto ad adeguarsi e mettere in pratica il nuovo regolamento ideato dall’ex campione di Napoli, Parma e Cagliari, oggi vice presidente della Lega Pro.

Il prossimo campionato terza serie non sarà regolato solo dalla Salary Cup (il tetto ingaggi), ma anche dalla Riforma Zola, appunto. Il piano utilizzerà le multe di chi sfora il tetto salariale per finanziare le società che valorizzano i giovani.

Ma cosa cambia per l’allestimento delle rose delle squadre che partecipano al campionato?

Ecco un riassunto per capire come funzionerà la Riforma. Il primo punto riguarda l’obbligo di vivaio: ogni club dovrà tesserare almeno 6 giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile (saliranno a 7 nel 2027/28 e a 8 nel 2028/29). Il Pescara, che a breve perderà Berardi (sarà ceduto al Venezia) avrà a disposizione il difensore Giannini, al rientro dal prestito al Pineto, ma inserirà in rosa diversi ragazzi del vivaio, a partire dal difensore La Barba, fresco di primo contratto da pro.

Secondo punto è il bonus liste: i sei calciatori cresciuti nel vivaio (nati dopo il 1° gennaio 2004 e nel club da almeno due stagioni) non occuperanno i 23 posti della lista ufficiale. Chi sgarra, rischia sanzioni fino a 20 mila euro e il taglio dei fondi.

Cambiano anche i criteri per i contributi legati al minutaggio: per accedere ai premi finanziari, i club dovranno schierare i giovani per un totale compreso tra i 271 e i 450 minuti a partita. I conteggi e i relativi pagamenti della Lega avverranno ogni 7 giornate, escludendo le ultime tre di campionato. Più i giocatori sono giovani, più il minutaggio sarà redditizio.

Cambia anche il mercato, la Lega Pro mette un freno al mercato esogeno: i prestiti massimi dai club di serie A, B o da club esteri non potranno superare le 8 unità per ogni singola squadra. Una mossa che mira a dare valore al patrimonio tecnico delle società, che avranno, così, più calciatori di proprietà.